giovedì 27 settembre 2012

giovedì 27 settembre,









Ciao a tutti, come richiesto da alcune persone interessate a percorrere alcuni tratti della Francigena con me, pubblico le tappe che intendo percorrere e che rappresentano la Via Francigena ufficiale. In alcuni casi potranno essere utilizzate le varianti proposte da AIVF (Association Internationale Via Francigena), quando adeguatamente segnalate sul terreno. E' comunque necessario comunicare almeno una settimana prima quale tratto si intende percorrere, per poter organizzare le sistemazioni per la notte. La partecipazione è assolutamente gratuita ad eccezione delle sistemazioni che saranno a carico del partecipante. Verrà ricercata e proposta la struttura più economica e meglio dislocata secondo le esigenze del percorso fino ad esaurimento posti, dopodichè saranno forniti indirizzi e numeri telefono per strutture tradizionali (hotel, b&b....), comunque le più economiche, presenti nel luogo di destinazione. Per la partecipazione al cammino sarà garantita la massima assistenza ai partecipanti ma ognuno sarà totalmente responsabile di se stesso.
Chi intende partecipare si considera che abbia letto, accettato e sottoscritto quanto qui esposto.
Le tappe potranno avere qualche slittamento nelle date in funzione delle soste di riposo o di esigenze di percorso. Questo sarà, comunque, segnalate sul blog e al momento del contatto email e/o telefonico. niguidi@inwind.it
cell. 3284671577

data     tappa       lunghezza km

26 09 VERRE- P.S.MARTIN 18
27 09 P.S.MARTIN-BUROLO 23
28 09 BUROLO SANTHIA' 22,5
29 09 SANTHIA- VERCELLI 28
30 09 VERCELLI-ROBBIO 20
01 10 ROBBIO- MORTARA 14,5
02 10 MORTARA- GARLASCO 24
03 10 GARLASCO- PAVIA 26
04 10 SOSTA
05 10 PAVIA -S.CRISTINA 27,5
06 10 S.CRISTINA- ORIOLITTA 17
07 10 ORIOLITTA – PIACENZA 21,5
08 10 PIACENZA – FIORENZUOLA 33
09 10 FIORENZUOLA- FIDENZA 22,5
10 10 FIDENZA- FORNOVO 34
11 10 FORNOVO – CASSIO 21
12 10 CASSIO – PASSO D. CISA 19
13 10 SOSTA
14 10 PASSO D. CISA- PONTREMOLI 20
15 10 PONTREMOLI- AULLA 33
16 10 AULLA- AVENZA 32,5
17 10 AVENZA- PIETRASANTA 28
18 10 PIETRASANTA- LUCCA 32


mercoledì 26 settembre 2012

martedì 25 settembre,
ciao a tutti. Ore 6,30 sveglia, ore 7 messa con i cappuccini, ore 8 cappuccino con Albert e saluti ad un Signor Pellegrino canadese che se ne va a vendemmiare, io parto in direzione Pont S. Martin. Sulla guida di Aivf la tappa finisce a Pont.S.Martin con 33 km, su altre finisce a Verres con 21 km.
Avevo detto che il cammino, dal Colle del Gran S.Bernardo verso Roma, sarebbe stato diverso per tanti motivi e uno di questi era stata la necessità di variare la lunghezza delle tappe in funzione delle strutture logistiche, aspetto che, specialmente in Germania e in parte della Svizzera, era stato abbastanza snervante e costoso. In Italia questo problema non lo abbiamo, l'accoglienza è di vario tipo, per tutte le tasche e ben distribuita sul percorso, non c'è assolutamente bisogno di allungare né di tagliare via parti di Francigena, o almeno io non ne vedo il motivo. Sto facendo un cammino, ho messo in programma 5 mesi con i piedi sui sentieri, mi ritengo strafortunato di poter fare questa esperienza e allora perchè correre, perchè fare tappe, se non obbligato da situazioni particolari, di 33, 35 o 40 km come ho dovuto fare in passato. No, sono diventato allergico a questi numeri, mi si rizzano i capelli al solo pensiero. E' un modo di camminare che non sento mio, distante  dalle splendide tappe iniziali dell'Islanda, dove ci si muoveva per ore con mappe e bussole senza porsi una meta ben definita. Questa mattina, più ci pensavo e meno mi convinceva l'idea di arrivare a Pont. S. Martin, troppe cose da vedere, troppi km e alle 18, in questa stagione, già inizia ad imbrunire.
Su diverse guide la tappa di oggi è indicata come impegnativa, itinerario di montagna con centinaia di metri da salire e si consiglia la variante di valle che scorre via veloce e magari permette di coprire, nello stesso arco di tempo, i 33 km.
Ma i cammini, e così anche la Francigena, non sono trekking nella natura selvaggia ed incontaminata, dove il silenzio regna assoluto, dove si incontrano molti animali e i paesaggi sono quelli delle cartoline che spediamo agli amici; invece, a volte, si cammina sull'asfalto, si sentono i rumori delle auto e ci  si muove anche in luoghi meno famosi, fuori dalle rotte turistiche principali. E' la storia dei territori che attraversiamo il vero motivo trainante  che rende affascinanti questi percorsi. Oggi l'itinerario è iniziato dalla chiesa sopra Chatillon, si è addentrato nei boschi dove i Ru, colmi delle acque schiumose alimentate dalle piogge degli ultimi giorni, resistevano tenacemente, bellissimi i tratti di selciato ancora visibili, caratteristici i borghi con alcune case tipiche ben conservate, i torchi comuni ed i forni restaurati nelle piccole borgate di media montagna. Interessanti pannelli ben fatti, distribuiti lungo il percorso, spiegavano chiaramente la storia di queste aspre ed impervie montagne: la francigena, i castelli, i nobili, le vigne, la geologia, le abitudini di vita... questi gli argomenti, e quando sono arrivato sopra Montjovet, di fronte alla possibilità di scegliere tra scendere a valle  percorrendo la variante meno faticosa, a fianco dell'autostrada, con un rumore pazzesco che si sentiva a 300- 400 mt sopra il piano stradale, oppure salire di 350 mt e camminare su tratti della vecchia via romana e  vedere borghi e altro non ci ho pensato due volte. La fatica fatta è stata ripagata dall'ambiente attraversato e alcune varianti che ho deciso di percorrere mi hanno permesso di vedere altro e incontrare persone. L'arrivo a Verres dopo 23 km e la visita alla bella collegiata di S.Gilles che si trova sopra il centro abitato hanno concluso degnamente la giornata.
Se avessi seguito il consiglio di usare l' alternativa di fondovalle tutto ciò non ci sarebbe stato e sarebbe stato solo un cancellare un'altra tappa dal calendario, un altro traguardo raggiunto e altri km percorsi, (oltre alle orecchie che a fine giornata avrebbero continuato a vibrare) ma la differenza è quello che ci sta nel mezzo, che  da significato alla meta finale, e il modo in cui lo si vive, sennò altro che camminare lento e tanti altri bei concetti...
In fondo, è vero che dovrò arrivare a Roma ma è pur vero che quando tutto ciò sarà finito, non so quando ci potrà essere un'altra occasione dello stesso tipo e comunque non potrà essere uguale.















In questi giorni ho pensato molte volte alla faccia sorpresa e affascinata del buon Nico, la guardia carceraria francese conosciuta ad Aosta che avrei, davvero, voluto portare con me su questo cammino, che più di una volta, mi e ci ha detto che invidiava la possibilità che avevamo di andare in giro per il mondo e ...allora anche per lui e per tanti altri come lui è giusto vivere al meglio questa bellissima esperienza, senza  nessuna fretta, anzi oggi, che è la prima volta che ascolto un telegiornale italiano, a pensare a cosa stanno combinando i nostri politici  mi verrebbe voglia di tornare con i tedeschi e gli svizzeri...
Buonanotte, Nino

martedì 25 settembre 2012

lunedì 24 settembre,
ciao a tutti, si riparte. Dopo due giorni di riposo trascorsi a visitare Aosta e dintorni oggi è ripreso il cammino verso Roma e ho scritto si riparte perchè questa tappa, da Aosta fino a Chatillon, l'ho percorsa in compagnia del pellegrino canadese Albert.
Grande pellegrino nel camminare e nello spirito, attrezzato con il minimo indispensabile, con lo zaino carico dei suoi anni di pensionato, ma resistente come la roccia. Pellegrino particolare, che non conoscendo bene i nostri sentieri preferisce camminare lungo le strade con grande dispiacere dei suoi piedi e delle sue gambe...Così la sera precedente ho deciso di invitarlo a camminare con me  sulla via ufficiale e lui è stato molto felice della proposta. Questa mattina ci siamo incamminati sulle stradine che circondano Aosta sotto una bella pioggia che ci ha accompagnati per circa 4 ore attraverso borghi, piccole chiese e i boschi dove scorrono i ru, sistemi antichi di canalizzazione delle acque per irrigazione, che avevo già incontrato scendendo dal S.Bernardo verso Aosta.
Poi la pioggia è cessata  e le nuvole alzandosi e diradandosi nel cielo hanno lasciato vedere le montagne che chiudono la valle d'Aosta con la neve fresca caduta la notte precedente.
L'itinerario è stato impegnativo per i continui saliscendi e per la segnaletica, che in questo tratto presenta diversi problemi, ma Albert se la è cavata egregiamente; l'ultima parte del percorso ci ha permesso di attraversare borghi abbandonati che sanno di antico e misterioso e che possono essere interessanti all'occhio del turista o del pellegrino, ma che fanno anche molta tristezza.
Attraversare questa parte di valle ci da anche una visione diversa della famosa e bellissima Valle d'Aosta, meno infiocchettata e turistica, non più grandi pascoli, belle case restaurate e folklore per le strade ma paesi più semplici, terra strappata alla roccia per coltivare piccoli vigneti e alberghetti che vivono del minore passaggio.
Siamo arivati a Chatillon a tarda sera e il cielo iniziava ad imbrunire quando abbiamo suonato alla porta dei Cappuccini per avere un letto per la notte, poi siamo andati a mangiare e dopo poco a letto, i 29 km percorsi si sono fatti sentire ma la compagnia e la lezione intensiva di inglese hanno reso la giornata molto interessante e gradevole. Domani Albert si trasferirà a Vercelli dove vuole trovare qualche azienda per fare la vendemmia e io proseguirò verso Pont S.Martin.
Buonanotte, Nino

domenica 23 settembre 2012

sabato 22 settembre,
ciao a tutti, avevo pensato di non scrivere i post in questi giorni di riposo ad Aosta, ma anche non  portando avanti le tappe, il cammino e il parlarne mi hanno permesso di costruire relazioni interessanti e meritevoli di essere raccontate.
Avevo raccontato, nella tappa di discesa dal colle del Gran S. Bernardo, di aver di nuovo incontrato una pellegrina che era stata ospite con me all'Ospizio, quando sono arrivato all'Ostello di Echevonnaz. Frannij, olandese, simpatica e sensibile signora in pensione che sta facendo la Francigena da Martigny a Roma, ha così condiviso con me l'Ospitalità dell'Ostello e della sua cucina e la tappa del giorno successivo da Echevonnaz ad Aosta. E' stato un bel momento, utile per conoscersi un poco di più e per camminare insieme con la speranza di ritrovarsi, in futuro, sui sentieri italiani o su altri cammini.
Quando sono, invece, arrivato ad Aosta e ho preso alloggio in una pensioncina fuori dal centro storico, suggerita dalla completa guida prodotta da AIVF, ho incontrato, nella stessa struttura, un'altra interessante persona con cui avevo fatto conoscenza all' Ospizio, Albert, professore canadese in pensione che è venuto per camminare qualche giorno sulla Francigena e per soddisfare la sua volontà di partecipare alla vendemmia nelle aziende di Vercelli.
Quando l'ho incontrato la prima volta mi aveva colpito subito il suo modo di osservare, di prestare attenzione e di ascoltare all'interno del gruppo che sedeva allo stesso tavolo e ciò mi aveva fatto immaginare che potesse essere un interessante interlocutore, quale si è poi dimostrato.
Dopo aver cenato in compagnia sua e di mia moglie, che in questi giorni mi ha raggiunto ad Aosta, ci siamo ritrovati questa mattina per fare colazione e, con grande piacere (lo avevo notato la sera prima vicino al n.s. tavolo, e mi rattrista sempre vedere le persone mangiare da sole) si è unito a noi un simpatico francese, Nico, guardia penitenziaria in un settore speciale di un carcere francese con cui abbiamo conversato a lungo, è stata un'ora  intensa ed interessante e spero, veramente, che in futuro si possano creare le occasioni per poter rivedere questi compagni di viaggio.
La giornata è proseguita con la visita della città di Aosta con le  numerose testimonianze del suo passato sotto l'Impero Romano.
Domani, invece, approfitterò della sosta per andare a Cogne dove potrò, di nuovo, incontrare alcune guide e persone della Fondazione Gran Paradiso con cui ho trascorso bellissimi momenti nell'estate passata e, per pura coincidenza, avrò la fortuna e possibilità di vedere la famosa battaglia delle REINE, le mucche valdostane che si sfidano in vari combattimenti finchè le due finaliste si affronteranno dopo la Desarpa, altro importante momento nella vita di queste valli montane, ad Aosta nella prima settimana di ottobre.
Domani arriveranno le mucche da diverse borgate e alpeggi per aprire le lotte e ci saranno anche molti visitatori, oltre agli abitanti che indosseranno i loro tradizionali  vestiti.
L'inarpa e la desarpa sono, invece, altri due eventi significativi nella vita di queste popolazioni perchè rappresentano l'inizio della stagione, quando le mucche in giugno vengono portate agli alpeggi in quota, e la fine della stessa quando per S.Michele, ultima settimana di settembre, gli stessi animali vengono riportati nelle stalle a valle, dove trascorreranno l'inverno. In questa occasione nei paesi, e nel caso a Cogne, c'è grande festa, significa la fine di una buona stagione, con le mucche in salute e pronte ad affrontare l'inverno, che vengono  premiate per loro particolari caratteristiche (produzione di latte, dimensioni, bellezza..) e intorno al loro collo viene messa una ghirlanda, molto colorata, con i fiori, oltre alle loro belle e pesanti campane. Poi i malgari, vestiti con gli abiti della festa, con le mucche che si spingono e corrono sui prati scendono in paese e vengono festeggiati dalla popolazione.
Lunedì, finito il riposo, riprende il cammino che mi porterà a Chatillon.
Buonanotte, Nino

sabato 22 settembre 2012


Giovedì 20 settembre,
ciao a tutti, oggi vi scrivo da un piccolo ostello situato in un borgo della Valle d'Aosta, Echevonnaz.
Un altro importante passo è stato fatto nell'avvicinamento a Roma. Ieri dopo 28 km e 1500 mt. di dislivello sono arrivato al Colle del Gran S. Bernardo, 2473 mt. di altitudine. Sono partito da Orsieres alle 8 sotto una leggera ma persistente pioggia che mi ha accompagnato fino a Bourg St Pierre e poi, in una fitta nebbia, sono arrivato all'Ospizio del Gran S.Bernardo, dove ho alloggiato.
Itinerario bello, tra boschi e borghi,  percorrendo antiche mulattiere che si snodavano con costante salita lungo il corso del fiume Drance d'Entremont. I prati, in quota, erano ormai ingialliti ma tante erano ancora le mucche al pascolo, specialmente all'alpeggio La Pierre, in attesa della fine di settembre, quando i malgari con i loro preziosi animali faranno ritorno nelle stalle dei villaggi.
All'Ospizio, la visibilità era ridotta a poco più di 50 mt. e la temperatura intorno ai 4-5 gradi, ma appena entrato l'atmosfera e l'accoglienza premurosa hanno sciolto il freddo che stava penetrando attraverso i vestiti umidi. C'erano diversi ospiti ed i religiosi, ormai solo quattro, si aggiravano per le stanze del grande edificio. Nell'attesa della cena e della successiva partecipazione alla funzione religiosa ho avuto il piacere di conoscere Cecile, una ragazza svizzera che presta servizio all'Ospizio; doveva guadagnare i soldi per realizzare un progetto, importante per la sua formazione, che sarebbe iniziato il 23 ottobre.
Mi ha spiegato che terminati gli studi  aveva deciso di partire, come volontaria, tramite un'associazione che opera nel mondo per aiutare i bisognosi, per un'esperienza di un anno e mezzo.
Era stata assegnata ad un centro in Thailandia, in un quartiere povero di Bangkok, e per fare ciò si era già messa, privatamente, a studiare la lingua, che poi avrebbe approfondito e migliorato a scuola, direttamente sul posto. Per realizzare il suo programma stava cercando delle persone che la aiutassero sia spiritualmente che finanziariamente e ha chiesto a me se ero disposto a farlo, diventando uno dei suoi padrini.
Io ho pensato che fosse giusto aiutarla e darle la possibilità di fare questa esperienza formativa, ho sempre pensato e sostenuto che questo cammino potesse e dovesse essere un'opportunità anche per altri e mi sembrava che questa fosse una buona occasione.
In virtù di questo ho pensato che un cammino possa muoverne un altro e più importante e quindi  ho deciso anche di pubblicare il nome dell'associazione e della ragazza affinchè chiunque legga, se vuole, possa contribuire con un piccolo gesto alla realizzazione del suo progetto.
CECILE GAJ-DES-COMBES, cecile.gdc@mycable.ch  
ASSOCIATIONPOINTS COEUR SUISSE. CP 2025 1950 SION 2
suissepointscoeur.org  WWW.heartsshome.org  
Ieri sera, all'ora della cena eravamo in nove persone di paesi diversi che sedevano intorno allo stesso tavolo, francesi, svizzeri, canadesi, olandesi oltre all'unico italiano presente nell'Ospizio, io, e alla fine ho voluto festeggiare l'arrivo in Italia offrendo loro del vino rosso. Questa mattina non c'era più neppure una nuvola nel cielo, l'aria era frizzante e un vento gelido si infilava sotto i vestiti.
Dopo la colazione ho visitato il centro per la riproduzione dei celebri cani S. Bernardo e il museo dedicato alla storia dell' Ospizio e dei cani stessi che per molti anni hanno lavorato, senza risparmiarsi, al fianco dei religiosi per aiutare i pellegrini e viandanti in difficoltà nella salita al Colle.
E' arrivata l'ora di rimettersi in cammino e salutato, con dispiacere, questo luogo affascinante e ricco di storia, ho ripreso il cammino sulla via Francigena attraversando i borghi di St. Rhemy, bellissimo, e Etroubles per arrivare poi al piccolo villaggio di Echevonnaz, che conserva la più antica cappella del comune di Etroubles, dove ho incontrato, di nuovo, la pellegrina olandese, Frannij, che era ospite con me al Colle e che sta camminando verso Roma .


























Dopo la breve tappa di oggi, 15 km, domani si cammina per raggiungere, con la stessa distanza, Aosta, dove mi fermerò fino a lunedì e per tre giorni gli scarponi staranno tranquilli fuori dalla finestra e i miei piedi a completo riposo, qualche doloretto sotto le piante dei piedi comincia a ridurre l'autonomia di ore di cammino e la mattina , appena scendo dal letto, mi sembra di essere un fachiro con mille aghi che pungono sotto i piedi.
Buonanotte, Nino