venerdì 14 settembre 2012

venerdì 14 settembre,
ciao a tutti. La giornata è iniziata con un bel cielo sereno. Il magnifico borgo fortificato di Avanches era molto silenzioso a seguito dell'importante manifestazione nazionale d'equitazione che si svolgeva fuori dal centro e che aveva attirato la gran parte della popolazione. Ho fatto una breve visita del suo castello e sono partito in direzione di Grange Marnard. Anche oggi ho dovuto modificare la tappa in funzione dell' accomodamento, rendendola un poco più corta del previsto, 25 km. L'itinerario è stato molto bello e  ha permesso anche la visione, dall'esterno, della stupenda Abbazia di Payern, da dove il percorso si è sviluppato lungo l'omonimo torrente, molto bello e con le sue sponde bordate da betulle e pioppi. Nel pomeriggio sono arrivato a destinazione, un villaggio non molto grande ma diviso in due parti dalla ferrovia e, immagino, dalla storia, visto che le due parti hanno nomi simili, Grange Manard e Manard . Avevo trovato sistemazione in struttura interessante dove si dorme sulla paglia con il proprio saccopelo, ma  transitando nell'altra parte del paese ho letto la descrizione, su un pannello, di una chiesa romanica e così ho deciso di visitarla. Davvero bella, essenziale come le piccole chiese del periodo, con la particolarità di avere un tetto a tronco di piramide rivestito di piastrelle multicolori prodotte nel 700 in Italia, davanti all'ingresso una quercia di dimensioni importanti, intorno i pascoli con le mucche. Arrivato davanti alla chiesa ho incontrato Tierry, che mi ha chiesto informazioni sul mio viaggio e mi ha detto che il parroco ospitava i pellegrini (non in via ancora ufficiale)








Di fronte all'opportunità di poter parlare con questo pastore, Dimitri, molto giovane, che, presto, diventerà padre di un bimbo, ho preferito annullare la prenotazione e rimanere nell'antica casa parrocchiale da dove sto scrivendo ora. 
Buonanotte, Nino

giovedì 13 settembre 2012

giovedì 13 settembre,
ciao a tutti. Ieri è stata una  giornata abbastanza negativa e con molte difficoltà anche per la connessione. La mattina, seguendo il consiglio della Sig.ra Trezzini (che ringrazio per la sua costante e puntuale assistenza su questo cammino) e approfittando della presenza di un buon complesso ospedaliero a Solothurn, ho deciso che era il momento di capire meglio quali fossero i rischi legati al mio dolore ai denti. Efficienza incredibile, sembrava che li avessero avvisati del mio arrivo, non ho fatto in tempo a sedermi in sala d'attesa che nel giro di 7 minuti avevo già incontrato due addette alla reception ed un dottore: risultato, diagnosi lampo, con la tessera  sanitaria italiana non ho dovuto pagare nulla e per prescrivermi un antibiotico e visitarmi, senza poter fare altro, vista l'infiammazione in atto e la necessità di ricostruire il dente distrutto, il dentista, nonchè responsabile del pronto soccorso, mi avrebbe ricevuto nel pomeriggio presso il suo studio privato pagando la modica cifra di 300 franchi e poi avrei dovuto interrompere il cammino per rientrare in Italia e sistemare la faccenda!
Ho salutato e ringraziato molto ma mi sembrava che avessero visto un bel film, sopporterò per una settimana e ovvierò con antibiotici naturali (per i quali non serve prescrizione medica, vedi propoli e aglio) e arrivato in Italia avrò quello che mi serve senza interrompere nulla.
Così in tarda mattinata, con una leggera pioggia, sono ripartito in direzione Lyss; una volta disceso il bell'altopiano del Giura non ero rimasto favorevolmente impressionato dalla valle che vedevo sotto di me, a parte il fatto che conoscevo la fama di Soletta, ieri non avrei scommesso sulla tappa che andavo a percorrere. La lettura della mappa non mi faceva immaginare nulla di esaltante ed invece il percorso si è rivelato molto interessante, le colline che si sviluppano lungo la sponda orientale del fiume Aare sono veramente belle, ho attraversato alcuni villaggi che sembravano musei a cielo aperto, con diverse fattorie di assoluto pregio. Tutto molto diverso per estensione, per produzione colturale e per la tipologia dei fabbricati; non ci sono grandi terreni destinati a seminativo ma coltivazioni di varietà orticole e  piccoli frutteti oltre ai pascoli di bovini. Diversi ed interessanti gli allevamenti di cavalli e le scuole di equitazione, ma le abitazioni e i locali da lavoro sono la nota più evidente ed l'elemento caratterizzante di varie aziende. Grandi fabbricati d'epoca con la struttura superiore, a volte, interamente in legno, con intagli particolari e grande attenzione e  cura dell'ambiente intorno; mucche e cavalli nei recinti in mezzo ai villaggi e ragazzi a cavallo sulle carrareccie con i loro istruttori .
Ieri sera, abbastanza tardi, sono poi arrivato a Lyss (26 km), le campane delle due chiese battevano l'ora senza sfasamenti ma i loro parroci erano introvabili, alcuni fedeli che stavano lavorando nella parrocchia cattolica mi hanno confermato, dopo avermi chiesto notizie della mia provenienza, che non era possibile dormire, neppure in terra. Così ho "scelto" per un accomodamento tradizionale, con il classico si casca sempre in piedi, magari un pò più leggeri...
Oggi  ho deciso di prendere il toro per le corna, anche se la voglia di camminare non aveva uno share molto alto, e ho fatto 35 km per ragiungere Avenches, dove avevo due opportunità simpatiche ed economiche, una delle quali mi ha confermato la disponibilità. Una bella fatica, ripagata dal paesaggio attraversato, dalle belle fattorie e dai loro alberi carichi di frutta, che al solito è venuta bene nel momento di necessità. Ho visitato il bel borgo fortificato di Murten, sul lago Morat, dove proprio oggi si svolgeva una festa con presentazione e vendita di prodotti tipici .
Ma più bello è stato arrivare a Avenches dopo le 18, ora per noi un po' triste in questi luoghi, visto che chiudono tutte le attività, ma bellissima per fare le foto ai monumenti perchè non ci sono intralci di nessun tipo.
Questa sera mi trovo nell'ostello della gioventù di Avenches, ricavato in un vecchio edificio ai margini del centro storico, con una bella fontana proprio di fronte e un favoloso lavatoio d'epoca; questo è anche l'ultimo ostello di cui potrò usufruire prima di rientrare in territorio italiano e posso affermare che l'esperienza in queste strutture è stata una valida soluzione dall'Islanda a qui, sempre con livelli di comfort e affidabilità decisamente in sintonia con il prezzo corrisposto.
La notizia più interessante è che, avendo voluto fare, oggi, una variante alta sopra Murten, ho potuto scoprire che la pioggia dei giorni scorsi , in quota, è caduta sotto forma di NEVE, olè!
Stai a vedere che da qui al San Bernardo mi tocca comprare le ciaspole... l'avevo detto che andavano portate! Speriamo invece che non servano...
Buonanotte, Nino

martedì 11 settembre 2012

martedì 11 settembre,
ciao a tutti. Questa sera è difficile stare davanti al pc a scrivere il post, sono a Solothurn o Soletta, cittadina interessante,  con un bel centro storico ricco di monumenti e fontane che si trova lungo il fiume Aare ai piedi del gruppo del Giura, conosciuta e amata per gli eventi culturali che si organizzano.
Sono in un piccolo e semplice hotel accanto all'ostello che oggi era full. Dalla mia finestra posso ascoltare belle musiche che provengono dalla piazzetta vicina dove stanno festeggiando un evento a legato ad un locale vicino. Fino ad un'ora fa ero con loro ed un gruppo di ragazzi che suonavano per strada, una bella situazione davvero!
Qualche ora prima, dopo aver fatto tappa all'ufficio del turismo per la ricerca di una sistemazione economica, sono passato accanto alla Cattedrale di S.Orso e da  un vicolo arrivava una musica che era impossibile lasciasse indifferenti, così come il flauto ipnotizza il serpente e lo attira a sé mi sono avvicinato e ho scoperto un locale club, rivendita di strumenti musicali e prodotti musicali, che aveva improvvisato un concertino con un trio di chitarristi slovacchi davvero incredibili, c'era un bel clima aiutato anche da bicchieri di birra che correvano, ho passato qualche momento con loro e poi ci siamo salutati, ma finita la cena la tentazione era forte e sono tornato a vedere se erano ancora là.  Penso che tra poco potrò di nuovo ascoltarli sulla piazza, impossibile non andare!
La tappa di oggi, 27 km più altri in giro per Soletta,  è stata tranquilla e molto bella nella parte iniziale. Questa mattina ho riordinato il "rifugio di città" a Moutier, singolare situazione, un tipico, piccolo rifugio in mezzo alle case a 100 mt da una splendida parete, gli arredi e l'atmosfera tipici della capanna di montagna e alle pareti le foto di tante arrampicate su quella roccia, che, in passato più che mai, sarà stata il sogno di ogni ragazzino del paese che passava le ore con gli occhi incollati sui più grandi che si allenavano per mete più prestigiose.
Dopodichè, via per monti; belle mulattiere, costruite per lavoro e non per gioco, sempre a pendenza costante per non affaticare uomini e animali, sotto la valle con i suoi ricchi pascoli, trattori che già da alcune ore si muovono sulle strade di servizio, un capriolo che mi sente e corre a nascondersi nel bosco, le poiane già stanno alte e, bella sorpresa, il tipico abbaio del capriolo nel bosco di faggi che mette in allarme il resto del branco, il vento è a favore, mi hanno sentito.










Oggi, e già ieri lo avevo osservato sulla parete, mi sembrava di essere a casa, sulle mie montagne, le Alpi Apuane, le montagne bianche, camminavo nel bosco che mi sembrava incredibilmente familiare, calcare sotto la poca terra e boschi di faggio, come in Toscana. Poi, arrivato sul passo, il tempo è cambiato, erano le 13, ora classica per il temporale del pomeriggio, una breve pioggia ma il sereno non è più tornato. Improvvisamente, a Oberdorf, l'incantesimo è finito, davanti a me una grande piana, cittadine e zone industriali, si scende verso Soletta ma il percorso è bello, sempre tra i boschi, le fabbriche rimangono ai margini, per qualche giorno sarà un ambiente diverso, in piano, lungo l'Aare e il lago di Morat.
Ora però fuori non piove più, la musica ha ripreso a suonare, si sentono le risa della gente, è di nuovo..sereno, è ora di andare (detto così mi sembra di essere Alessandro Haber in una bella scena di un famoso film di Pieracioni), il trio slovacco suona...
Buonanotte, Nino


Lunedì 10 settembre,
ciao a tutti. Pensare che io mi facevo dei problemi per qualche variante che prevedesse delle salite, ma le tappe che sto affrontando in Svizzera, con i loro saliscendi e i 27 km giornalieri (e 23 kg di zaino) sono ben più faticose di quanto fatto finora!
Qualcuno, tempo fa, mi faceva notare l'allenamento che, sicuramente, io avevo acquisito con tutti i km fatti nel cammino. Certamente, in fatto di resistenza, è stato un bell'allenamento, ma posso dire che camminare in montagna è un modo più completo per tenere attive le varie parti del corpo; quando si cammina in piano, e per lo più su fondo regolare, si fanno lavorare solo alcuni muscoli delle gambe e poco le articolazioni delle caviglie, per non parlare delle piante dei piedi sull'asfalto; molto diversa è la situazione in montagna dove tra salite, discese e terreno sconnesso vengono sollecitati molti muscoli e le varie articolazioni.
Così in questi primi giorni in territorio svizzero è stato necessario riabituare il corpo ad un'attività diversa e più intensa che, sinceramente, a fine giornata si è fatta sentire. Il caro Pasquale, che si era preoccupato di poter disturbare il mio riposo con il suo russare, credo che dopo queste due tappe non avesse più nemmeno la forza per rumoreggiare nel sonno e questa sera, davanti ad una birra fresca, quando ci siamo salutati in stazione, l'ho visto abbastanza provato.
Parlando di attività, volevo, invece, mettere in evidenza la quantità di tedeschi, più o meno giovani, che ho incontrato in tutta la Germania che praticano il Nordic walking, esercizio fisico che consiste in una camminata a ritmo sostenuto con l'uso dei bastoncini da trekking o anche di sci senza rotelle.
Da noi è ancora poco diffuso ma è una pratica sportiva che ha enormi vantaggi, per la correzione della postura e per la possibilità importante di fare attività senza avere infiammazione alle articolazioni come spesso avviene nella corsa, oltre a far lavorare anche le braccia e le spalle; qui non si fanno problemi a farsi vedere in giro con i bastoncini, in Italia, invece, molti non amano ancora mostrarsi con questi attrezzi.
Tornando, invece, alla n.s. quotidiana, almeno fino a novembre, attività del camminare, questa mattina ci siamo svegliati di buonora, scoprendo una fitta nebbia che faceva immaginare una giornata di bel tempo e così è stato. Sole, cielo limpido e temperature estive; l'inizio della tappa, dopo avere attraversato il paesone di Delemont, che incominciava a svegliarsi, è avvenuto risalendo un bellissimo bosco misto di faggi e abeti bianchi dove l'aria, ancora carica dell'umidità del temporale notturno, creava, con il sole che filtrava tra i rami, magici giochi di luce, situazione ideale per fare foto. In circa un'ora e mezzo abbiamo raggiunto il villaggio di Courrendlin, dove ci siamo fermati a salutare il parroco della chiesa cattolica, l'abbe Maurice, persona simpatica, come anche la sua assistente, la signora Pinuccia, di origini italiane, che ha voluto, poi, camminare per un breve tratto con noi.
Il Parroco è stato molto gentile ed ospitale e sia lui che la signora avrebbero voluto invitarci a pranzo, ma i km da percorrere e il treno che avrebbe riportato Pasquale in Germania ci aspettavano (e si vede che ancora non avevano letto il blog, altrimenti, col cavolo che mi invitavano). Sia per il suo modo di fare che per le esperienze vissute penso che aver prolungato la visita all' abbe Maurice sarebbe stata un'occasione di confronto interessante; come ha potuto constatare anche il mio amico, ancora una volta, si sono rivelati assai diversi il senso di ospitalità e il modo di affrontare le stesse situazioni tra i parroci di parrochie minori e le sedi più importanti.
Ciò che è accaduto al monastero di Marianstein, onestamente, mi ha parecchio deluso, nello stesso modo in cui si era verificato a Limburg. In un monastero, sertirsi dire che non c'è posto è abbastanza ridicolo, due persone su un pavimento occupano, davvero, poco spazio. Ma a parte ciò, è stato deludente, ancora una volta, l'atteggiamento di totale indifferenza mostrato da alcuni amministratori della chiesa, come il padre benedettino che ha guardato le credenziali con lo stesso interesse dell'impiegato di un ufficio pubblico, quando si va a presentare un documento, che lo osserva facendo trapelare dalla sua faccia che non servirà a nulla (ma lui non è un normale impiegato); non solo, ma credo che il religioso sia stato una delle pochisssime persone che non abbia rivolto domande in merito al cammino. La mattina seguente, poi, prima di partire per Delemont, ci siamo recati in chiesa e lo stesso padre ci ha visti e non ci ha degnati di una parola, lo stesso sorriso stampato alle 18 del pomeriggio come alle 8 del mattino...
Ricordo ancora, quando sono giunto a Hesselbach e cercavo una sistemazione, nonostante le gasthof preannunciate, che ho incontrato una ragazza che innaffiava i fiori alla lapide dei caduti in guerra. ho pensato che chi si occupava di un tale compito potesse essere una persona sensibile e disponibile, il suo portamento faceva pensare ad una ragazza riservata e un poco timorosa, ma ho deciso, ugualmente, di domandare. E' stata, subito, molto gentile ed interessata al cammino ed ha coinvolto la madre ed un'altra ragazza in ricerche e telefonate per trovare una soluzione; la situazione è andata avanti per venti minuti e capivo dai loro sguardi e dai gesti che avrebbero voluto ospitarmi ma non si sentivano sicure. Alla fine, con dispiacere, non hanno potuto aiutarmi, ma si leggeva negli occhi della ragazza la condizione di imbarazzo per una soluzione diversa che avrebbe voluto offrirmi e mi ha proposto di prendere del cibo.
Io ho ringraziato, comunque, e sono andata alla gasthof vicina, l'unica, con cui ho concordato un prezzo più accessibile per la notte. L'indomani, passando, di nuovo, accanto alla casa della ragazza, mi venne incontro un giovane, forse il compagno o il fratello, che mi porse la mano e si presentò, scusandosi per la sera prima e chiedendo se avessi bisogno di fare colazione, per me è stato come se mi avesse ospitato comunque, davvero un bel gesto.
Posso capire e, in parte condividere, lo scetticismo dei religiosi nei confronti dei “pellegrini moderni” (le statistiche dicono che l'80% dei pellegrini fa i cammini per motivi storico culturali e il 20% per quelli religiosi, quindi i dubbi sono legittimi) ma penso che proprio loro dovrebbero essere i primi a non dare niente per scontato, come sempre ci hanno insegnato, e a dare una possibilità a chi chiede ospitalità, mettendolo alla prova. Così è stato in diverse parrocchie dove ho alloggiato, quando mi hanno offerto di dormire per terra sul mio materassino, diversamente, chi pretendesse un letto allora può anche andare in albergo, ma decidere di non offrire ospitalità a chi sta camminando da tre mesi mi sembra contro ogni principio religioso, altro che essere impazienti come qualcuno mi ha detto!
Tornando alla ns tappa, abbiamo poi ripreso il cammino, assicurando al parroco che lo avrei aggiornato sul viaggio e abbiamo preso a salire in modo deciso e costante lungo una bella mulattiera, prima nei boschi e poi in mezzo a meravigliosi pascoli verdissimi. Tante le mucche a ruminare, sdraiate sui prati con i loro vitellini, e tante, come non mai, le poiane nel cielo.
Un bello spettacolo che ci ha ripagato della fatica fatta. Poi l'ultima e lunga, nonché ripida discesa nel bosco, dove qualche larice comincia ad ingiallire, che ci ha permesso di raggiungere Moutier.
Salutato Pasquale, mi sono diretto verso il centro dove ha sede la sezione del Club Alpino Svizzero di Moutier e dove alloggio questa sera; una piccola Cabanne sulla riva di un fiume limpido, sovrastato da importanti pareti di calcare e palestre di arrampicata, fuori un tavolo con le panche e alcuni signori montanari e soci del Cas che trascorrevano qualche momento con la compagnia di bicchieri di vino e profumato formaggio di alpeggio. Sono stato subito invitato a consumare il cibo offerto, qualcuno che parlava inglese e altri che, per ragioni diverse, conoscevano l'italiano, hanno mantenuto viva la conversazione, è stato un bel momento conviviale, poi loro sono andati via e mi hanno lasciato la “cabanne” a disposizione, con ambienti molto accoglienti, una bella cucina e dodici posti letto. Nel frattempo il caro Sergio, chef della sezione, di lontane origini piemontesi, dopo aver, inutilmente, cercato di procurare il timbro della parrocchia cattolica da apporre sulle credenziali è ricomparso dopo qualche ora, felice per averlo recuperato e poter completare l'operazione, grazie.











Domani altra tappa interessante, che mi farà conoscere un altro pezzo della verde Svizzera, fino alla cittadina di Solothurn.
Buonanotte, Nino     

lunedì 10 settembre 2012


Domenica 09 settembre,
ciao a tutti. C'era una famosa canzone italiana intitolata “domenica bestiale”, questa è stata, invece, una domenica stupenda (a parte i denti) e anche Pasquale, che stasera ha guadagnato un buco sulla sua cintura e che si è spremuto sulle salite, era molto soddisfatto. 32 km, 5 in più della tabella di marcia della Francigena tracciata da Aivf, (association internationale via francigena), perchè abbiamo fatto una variante al percorso ufficiale che ci ha portati più in alto ad attraversare degli splendidi alpeggi potendo, inoltre, incontrare i caprioli e le poiane che, oggi, volavano basse fino a posarsi sui prati. Non bastasse, abbiamo affrontato un breve temporale (era dalle escursioni in Italia che non vedevo annunciare un temporale con tuoni e fulmini, in Islanda e a seguire fino alla Germania la pioggia arriva in modo più discreto, senza tanto rumore..) e appena terminato, il sole è sbucato, di nuovo, tra le nuvole, creando straordinari effetti di luce sui prati bagnati e sulla strada lucente che, condensando il vapore, creava una nebbiolina che si alzava dal terreno. La Svizzera è bella davvero!
Tutto questo ci ha fatto arrivare all'ostello di Delemont, in uno degli ultimi cantoni francesi costituiti, con l'ultima luce e pochi minuti prima che la reception chiudesse, ma lo spettacolo visto meritava tirare lungo.
Domani si riparte in direzione Moutier,  dove saluterò il simpatico Pasquale che rientrerà in Germania.
Buonanotte, Nino 

sabato 8 settembre 2012

sabato 08 settembre,
ciao a tutti. Oggi inizia l'avventura svizzera e lo faccio in compagnia del simpatico tedesco con accento campano Pasquale, che possiamo anche definire pellegrino, visto che è particolarmente interessato ai cammini e che proprio in Italia ha percorso il cammino di Francesco.
Questa mattina ci siamo trovati alla  stazione di Basilea ed insieme abbiamo visitato la città, con la sua splendida cattedrale ed i bei palazzi.






Come sempre, le città meriterebbero più tempo per una conoscenza migliore ma visto che Pasquale aveva a disposizione solo il fine settimana ho preferito camminare con lui attraverso la Svizzera. Nelle ore trascorse insieme abbiamo avuto modo di parlare di quanto avevo osservato in Germania, durante il cammino, e anche lui, come altri in precedenza, ha convenuto che non è tutto oro quel che luccica, anche se il governo tedesco ha ottenuto buoni risultati. Giorni fa , leggevo su Internet che il n.s. premier Monti elogiava i sistemi tedeschi tanto da ritenere utile che si dovesse imparare da loro. A tal proposito due sere fa, a Neuburg am Rhein, in un locale dove stavo mangiando, accanto a me c'era una coppia non più giovanissima, che  stava passando la serata bevendo alcuni bicchieri di vino ed altro. Quando hanno chiesto il conto, la proprietaria lo ha fatto in modo dettagliato e poi insieme gli ha portato un libretto rosa intenso dove il cliente, di sua mano, ha trascritto quanto consumato ed i propri dati. Penso che questo sistema sarebbe il miglior deterrente contro l'alcool, sia per il venditore che per il consumatore, rendendoli entrambi responsabili in caso di incidente. Altro che cmpagne pubblicitarie o multe, molto meglio prevenire e una firma fa più paura di una multa.
L'itinerario di oggi non era lungo (18 km) ma ha già fatto vedere un altro tipo di ambiente, diverse e sostenute salite, itinerario ben segnato, pochi i tratti su asfalto e diversi per coltivi e boschi. Per un breve tratto siamo anche sconfinati in Francia superando una teorica dogana; i villaggi veramente belli, alcuni interessanti allevamenti di cavalli e l'arrivo sui meravigliosi pascoli di Marianstein sono stati la ciliegina sulla torta. Penso che sarà un bel vedere fino al Passo del Gran S. Bernardo. Peccato solo che i religiosi del Monastero di Marianstein non siano riusciti, nonostante le mie credenziali e quell' edificio così grande, a trovare due posti per noi, obbligandoci ad andare nell'albergo di fronte.
Domani tappa più lunga fino a Delemont dove, almeno lì, abbiamo già l'ostello prenotato.
Buonanotte, Nino
  

venerdì 7 settembre 2012

venerdì 07 settembre
ciao a tutti. Sono arrivato in Svizzera, questa sera mi trovo nell'Urban hostel di Basilea, struttura interessante e molto dinamica ricavata in una vecchia manifattura del '900, non lontano dal centro. Ho scritto dinamica perchè all'interno del complesso ci sono le sedi di molte attività, sia artigianali che ricreative e c'è grande movimento di gente, quasi da stordimento, per me abituato al massimo ai ciclisti tedeschi o a qualche turista nei villaggi.
Durante le ore di cammino oltre a pensare ai fatti miei mi costruisco mentalmente quello che voglio scrivere la sera, nel blog, ma poi la giornata prende una strada diversa e così arrivo al momento di scrivere che cancello tutto e riparto da capo.
Oggi, per esempio, e ieri ancora di più, mi sono svegliato che la voglia di camminare era = zero, le gambe c'erano ma la testa no. Infatti ieri i 29 km per arrivare a Neuburg am Rhein sono stati stato faticosi e oggi le premesse erano simili.
Quando si cammina per così lungo tempo e specialmente da soli, il problema più grande è riuscire a mantenere in giusto equilibrio tra la voglia di correre per arrivare, per bruciare le tappe (ma più che 4,5 km/ ora non si riesce a fare e quindi c'è poco da bruciare...), e tenere vivi gli stimoli per scoprire,  capire e vivere al ritmo giusto. Le cose facili, come ogni altra situazione, hanno vita breve e dopo poco annoiano; camminare lungo il fiume ha i suoi vantaggi, oltre a rispettare quello che è stato il cammino di Nikulas, ma è faticoso perchè l'ambiente è sempre lo stesso, anche se molto interessante per la vegetazione e l'avifauna o per la possibilità di vedere le proposte più stravaganti del mercato delle biciclette (l'ultima vista, un tandem con il marito davanti e la moglie seduta dietro ma con la schiena rivolta alla direzione di marcia che pedalava nel verso normale!).
Così questa mattina, visto che Neuburg non stava proprio in riva al Reno e che oggi la pista sul fiume sarebbe passata  vicina alla strada e, che quindi sarebbe stata troppo rumorosa, ho deciso di utilizzare la pista  che unisce i borghi lungo un percorso di campagna e di collina per arrivare di nuovo sul fiume in vista di Basilea.
A volte basta poco per trovare nuove occasioni per inventare una giornata particolare; appena sono uscito dal centro del paese, ho trovato i campi immersi nella nebbia.  C'era una linea elettrica secondaria, di quelle con i pali di legno: in una giornata di cielo limpido, in mezzo alla campagna è un sicuro elemento di disturbo per l'immagine da riprendere, in una situazione come quella odierna, con la nebbia, la stessa linea diventa importante, una linea di convergenza che dà geometria e spazialità all'immagine. Così, preso dalle immagini che via via si presentavano, le nebbie, la rugiada sulle colture, il giallo arancio del granturco, le fronde argentate delle coltivazioni di finocchi... ho iniziato a scattare e a camminare, le gambe andavano veloci, nessuna fatica, l'umore saliva e anche la pista. Superato il momento negativo si è spalancata una splendida giornata: coltivazioni di lamponi, poi di ribes, i soliti fantastici filari di ciliegi , gli immancabili meli e , guarda un po', all'ora di pranzo, anche filari di susini che mi hanno ricaricato di zuccheri e liquidi.








Sulle colline, con immagini da cartolina, boschi, pascoli con le mucche al sole e tantissimi vigneti , interrotti da piccoli borghi con i caratteristici campanili dal tetto a cipolla, nel cielo le poiane che controllavano il territorio. Poi di nuovo sul fiume, ma, ormai, il rumore delle auto era passato e così mi sono diretto, lungo la sua sponda, verso l'ostello. Rimaneva un poco di tempo, nonostante i 36 km di cammino, per visitare la città, ma il mal di denti ha preso il sopravvento e unito al gran movimento di persone nel centro cittadino, mi ha  fatto rimandare a domattina questa parte di programma.
Buonanotte, Nino

giovedì 6 settembre 2012


Giovedì 6 settembre
ciao a tutti, sono le 7 del mattino, vi sto scrivendo dall'Ostello di Bresiach, simpatico e turistico villaggio sulla riva tedesca del Reno, caratterizzato dalla presenza del castello che domina la collina.
Il paesaggio, infatti, sta di nuovo cambiando; la tappa di due giorni fa, 37 km per arrivare a Rheinhausen, ancora si sviluppava lungo la pista ciclabile del Reno e tra boschi e coltivazioni di granturco. Ieri, invece, ho deciso, visto che mi ero dovuto portare un poco all'interno, di mantenere questa posizione e scendere verso sud attraversando i vari borghi. Camminare sempre lungo il fiume ha il vantaggio di stare fuori dal traffico e di avere un fondo naturale o almeno di sassi, ma a volte impedisce di poter visitare i paesi limitrofi che rimangono, sempre, almeno 3 km all'interno. Scelta quanto mai azzeccata, perchè ho avuto la possibilità di camminare su una bella pista ciclabile quasi interamente su fondo naturale, attraversando bei villaggi ben conservati con case tipiche tedesche, addirittura del 1200, e qualche piccola chiesetta collocata in aperta campagna. Ma la sorpresa sono state le splendide coltivazioni di meli disposte a filari, in questo periodo carichi di frutti, e di ciliegi, tenuti  nel loro sviluppo ad altezze tali da permettere una facile raccolta. Prima ho parlato di colline ed, infatti, subito a ridosso dei centri abitati il terreno, di origine vulcanica, si solleva dando origine a belle colline interamente utilizzate per la produzione di uva per vino, veramente un bel vedere con i pendii ricoperti dai filari che sembrano pettinare il terreno, da tanto sono ordinati.
I meli, inoltre, sono diventati la mia fonte di sostentamento. Ce ne sono così tanti che spesso, non ne capisco la ragione, si trovano un mare di frutti lasciati marcire a terra, e questo non solo intorno alle piante che qua si usano per delimitare le strade o i viali (al posto dei n.s. cipressi, ulivi o tigli, ovunque meli) ma, a volte, anche nelle coltivazioni stesse. Ieri, transitando vicino al giardino di una scuola, dove avevano piantato i meli, ho visto i bambini che, addirittura, giocavano con i frutti caduti. Passando per Whyl ho anche incontrato Ana, simpatica tedesca, che tornava dal suo orto e che mi ha chiesto notizie del mio cammino oltre ad offrirmi qualche sua verdura. Negli orti vicino ai centri abitati c'è la stessa cura e attenzione che c'è nei giardini,  ogni orto ha anche la sua riserva di legna accatastata con molto ordine e ciò significa, anche, che è ancora diffuso l'uso della Stube.
Nell'ultima parte del percorso di ieri ho avuto anche la possibilità di visitare il bel giardino di un castello in passato a controllo del fiume, in posizione dominante, le cui mura erano state costruite dai romani, insieme ad altre fortificazioni, per difendere questi territori dalle popolazioni stabilite più a nord.
Oggi altra tappa da 25-30 km. Ritornerò a camminare lungo il fiume per avvicinarmi sempre più a Basilea, dove incontrerò  Pasquale, coetaneo italo-tedesco.
Buona giornata, Nino