lunedì 10 settembre 2012


Domenica 09 settembre,
ciao a tutti. C'era una famosa canzone italiana intitolata “domenica bestiale”, questa è stata, invece, una domenica stupenda (a parte i denti) e anche Pasquale, che stasera ha guadagnato un buco sulla sua cintura e che si è spremuto sulle salite, era molto soddisfatto. 32 km, 5 in più della tabella di marcia della Francigena tracciata da Aivf, (association internationale via francigena), perchè abbiamo fatto una variante al percorso ufficiale che ci ha portati più in alto ad attraversare degli splendidi alpeggi potendo, inoltre, incontrare i caprioli e le poiane che, oggi, volavano basse fino a posarsi sui prati. Non bastasse, abbiamo affrontato un breve temporale (era dalle escursioni in Italia che non vedevo annunciare un temporale con tuoni e fulmini, in Islanda e a seguire fino alla Germania la pioggia arriva in modo più discreto, senza tanto rumore..) e appena terminato, il sole è sbucato, di nuovo, tra le nuvole, creando straordinari effetti di luce sui prati bagnati e sulla strada lucente che, condensando il vapore, creava una nebbiolina che si alzava dal terreno. La Svizzera è bella davvero!
Tutto questo ci ha fatto arrivare all'ostello di Delemont, in uno degli ultimi cantoni francesi costituiti, con l'ultima luce e pochi minuti prima che la reception chiudesse, ma lo spettacolo visto meritava tirare lungo.
Domani si riparte in direzione Moutier,  dove saluterò il simpatico Pasquale che rientrerà in Germania.
Buonanotte, Nino 

sabato 8 settembre 2012

sabato 08 settembre,
ciao a tutti. Oggi inizia l'avventura svizzera e lo faccio in compagnia del simpatico tedesco con accento campano Pasquale, che possiamo anche definire pellegrino, visto che è particolarmente interessato ai cammini e che proprio in Italia ha percorso il cammino di Francesco.
Questa mattina ci siamo trovati alla  stazione di Basilea ed insieme abbiamo visitato la città, con la sua splendida cattedrale ed i bei palazzi.






Come sempre, le città meriterebbero più tempo per una conoscenza migliore ma visto che Pasquale aveva a disposizione solo il fine settimana ho preferito camminare con lui attraverso la Svizzera. Nelle ore trascorse insieme abbiamo avuto modo di parlare di quanto avevo osservato in Germania, durante il cammino, e anche lui, come altri in precedenza, ha convenuto che non è tutto oro quel che luccica, anche se il governo tedesco ha ottenuto buoni risultati. Giorni fa , leggevo su Internet che il n.s. premier Monti elogiava i sistemi tedeschi tanto da ritenere utile che si dovesse imparare da loro. A tal proposito due sere fa, a Neuburg am Rhein, in un locale dove stavo mangiando, accanto a me c'era una coppia non più giovanissima, che  stava passando la serata bevendo alcuni bicchieri di vino ed altro. Quando hanno chiesto il conto, la proprietaria lo ha fatto in modo dettagliato e poi insieme gli ha portato un libretto rosa intenso dove il cliente, di sua mano, ha trascritto quanto consumato ed i propri dati. Penso che questo sistema sarebbe il miglior deterrente contro l'alcool, sia per il venditore che per il consumatore, rendendoli entrambi responsabili in caso di incidente. Altro che cmpagne pubblicitarie o multe, molto meglio prevenire e una firma fa più paura di una multa.
L'itinerario di oggi non era lungo (18 km) ma ha già fatto vedere un altro tipo di ambiente, diverse e sostenute salite, itinerario ben segnato, pochi i tratti su asfalto e diversi per coltivi e boschi. Per un breve tratto siamo anche sconfinati in Francia superando una teorica dogana; i villaggi veramente belli, alcuni interessanti allevamenti di cavalli e l'arrivo sui meravigliosi pascoli di Marianstein sono stati la ciliegina sulla torta. Penso che sarà un bel vedere fino al Passo del Gran S. Bernardo. Peccato solo che i religiosi del Monastero di Marianstein non siano riusciti, nonostante le mie credenziali e quell' edificio così grande, a trovare due posti per noi, obbligandoci ad andare nell'albergo di fronte.
Domani tappa più lunga fino a Delemont dove, almeno lì, abbiamo già l'ostello prenotato.
Buonanotte, Nino
  

venerdì 7 settembre 2012

venerdì 07 settembre
ciao a tutti. Sono arrivato in Svizzera, questa sera mi trovo nell'Urban hostel di Basilea, struttura interessante e molto dinamica ricavata in una vecchia manifattura del '900, non lontano dal centro. Ho scritto dinamica perchè all'interno del complesso ci sono le sedi di molte attività, sia artigianali che ricreative e c'è grande movimento di gente, quasi da stordimento, per me abituato al massimo ai ciclisti tedeschi o a qualche turista nei villaggi.
Durante le ore di cammino oltre a pensare ai fatti miei mi costruisco mentalmente quello che voglio scrivere la sera, nel blog, ma poi la giornata prende una strada diversa e così arrivo al momento di scrivere che cancello tutto e riparto da capo.
Oggi, per esempio, e ieri ancora di più, mi sono svegliato che la voglia di camminare era = zero, le gambe c'erano ma la testa no. Infatti ieri i 29 km per arrivare a Neuburg am Rhein sono stati stato faticosi e oggi le premesse erano simili.
Quando si cammina per così lungo tempo e specialmente da soli, il problema più grande è riuscire a mantenere in giusto equilibrio tra la voglia di correre per arrivare, per bruciare le tappe (ma più che 4,5 km/ ora non si riesce a fare e quindi c'è poco da bruciare...), e tenere vivi gli stimoli per scoprire,  capire e vivere al ritmo giusto. Le cose facili, come ogni altra situazione, hanno vita breve e dopo poco annoiano; camminare lungo il fiume ha i suoi vantaggi, oltre a rispettare quello che è stato il cammino di Nikulas, ma è faticoso perchè l'ambiente è sempre lo stesso, anche se molto interessante per la vegetazione e l'avifauna o per la possibilità di vedere le proposte più stravaganti del mercato delle biciclette (l'ultima vista, un tandem con il marito davanti e la moglie seduta dietro ma con la schiena rivolta alla direzione di marcia che pedalava nel verso normale!).
Così questa mattina, visto che Neuburg non stava proprio in riva al Reno e che oggi la pista sul fiume sarebbe passata  vicina alla strada e, che quindi sarebbe stata troppo rumorosa, ho deciso di utilizzare la pista  che unisce i borghi lungo un percorso di campagna e di collina per arrivare di nuovo sul fiume in vista di Basilea.
A volte basta poco per trovare nuove occasioni per inventare una giornata particolare; appena sono uscito dal centro del paese, ho trovato i campi immersi nella nebbia.  C'era una linea elettrica secondaria, di quelle con i pali di legno: in una giornata di cielo limpido, in mezzo alla campagna è un sicuro elemento di disturbo per l'immagine da riprendere, in una situazione come quella odierna, con la nebbia, la stessa linea diventa importante, una linea di convergenza che dà geometria e spazialità all'immagine. Così, preso dalle immagini che via via si presentavano, le nebbie, la rugiada sulle colture, il giallo arancio del granturco, le fronde argentate delle coltivazioni di finocchi... ho iniziato a scattare e a camminare, le gambe andavano veloci, nessuna fatica, l'umore saliva e anche la pista. Superato il momento negativo si è spalancata una splendida giornata: coltivazioni di lamponi, poi di ribes, i soliti fantastici filari di ciliegi , gli immancabili meli e , guarda un po', all'ora di pranzo, anche filari di susini che mi hanno ricaricato di zuccheri e liquidi.








Sulle colline, con immagini da cartolina, boschi, pascoli con le mucche al sole e tantissimi vigneti , interrotti da piccoli borghi con i caratteristici campanili dal tetto a cipolla, nel cielo le poiane che controllavano il territorio. Poi di nuovo sul fiume, ma, ormai, il rumore delle auto era passato e così mi sono diretto, lungo la sua sponda, verso l'ostello. Rimaneva un poco di tempo, nonostante i 36 km di cammino, per visitare la città, ma il mal di denti ha preso il sopravvento e unito al gran movimento di persone nel centro cittadino, mi ha  fatto rimandare a domattina questa parte di programma.
Buonanotte, Nino

giovedì 6 settembre 2012


Giovedì 6 settembre
ciao a tutti, sono le 7 del mattino, vi sto scrivendo dall'Ostello di Bresiach, simpatico e turistico villaggio sulla riva tedesca del Reno, caratterizzato dalla presenza del castello che domina la collina.
Il paesaggio, infatti, sta di nuovo cambiando; la tappa di due giorni fa, 37 km per arrivare a Rheinhausen, ancora si sviluppava lungo la pista ciclabile del Reno e tra boschi e coltivazioni di granturco. Ieri, invece, ho deciso, visto che mi ero dovuto portare un poco all'interno, di mantenere questa posizione e scendere verso sud attraversando i vari borghi. Camminare sempre lungo il fiume ha il vantaggio di stare fuori dal traffico e di avere un fondo naturale o almeno di sassi, ma a volte impedisce di poter visitare i paesi limitrofi che rimangono, sempre, almeno 3 km all'interno. Scelta quanto mai azzeccata, perchè ho avuto la possibilità di camminare su una bella pista ciclabile quasi interamente su fondo naturale, attraversando bei villaggi ben conservati con case tipiche tedesche, addirittura del 1200, e qualche piccola chiesetta collocata in aperta campagna. Ma la sorpresa sono state le splendide coltivazioni di meli disposte a filari, in questo periodo carichi di frutti, e di ciliegi, tenuti  nel loro sviluppo ad altezze tali da permettere una facile raccolta. Prima ho parlato di colline ed, infatti, subito a ridosso dei centri abitati il terreno, di origine vulcanica, si solleva dando origine a belle colline interamente utilizzate per la produzione di uva per vino, veramente un bel vedere con i pendii ricoperti dai filari che sembrano pettinare il terreno, da tanto sono ordinati.
I meli, inoltre, sono diventati la mia fonte di sostentamento. Ce ne sono così tanti che spesso, non ne capisco la ragione, si trovano un mare di frutti lasciati marcire a terra, e questo non solo intorno alle piante che qua si usano per delimitare le strade o i viali (al posto dei n.s. cipressi, ulivi o tigli, ovunque meli) ma, a volte, anche nelle coltivazioni stesse. Ieri, transitando vicino al giardino di una scuola, dove avevano piantato i meli, ho visto i bambini che, addirittura, giocavano con i frutti caduti. Passando per Whyl ho anche incontrato Ana, simpatica tedesca, che tornava dal suo orto e che mi ha chiesto notizie del mio cammino oltre ad offrirmi qualche sua verdura. Negli orti vicino ai centri abitati c'è la stessa cura e attenzione che c'è nei giardini,  ogni orto ha anche la sua riserva di legna accatastata con molto ordine e ciò significa, anche, che è ancora diffuso l'uso della Stube.
Nell'ultima parte del percorso di ieri ho avuto anche la possibilità di visitare il bel giardino di un castello in passato a controllo del fiume, in posizione dominante, le cui mura erano state costruite dai romani, insieme ad altre fortificazioni, per difendere questi territori dalle popolazioni stabilite più a nord.
Oggi altra tappa da 25-30 km. Ritornerò a camminare lungo il fiume per avvicinarmi sempre più a Basilea, dove incontrerò  Pasquale, coetaneo italo-tedesco.
Buona giornata, Nino




martedì 4 settembre 2012

lunedì 3 settembre,
ciao a tutti. Questa è un eccezione, due volte in una giornata non fate indigestione!
Questa mattina, finito di scrivere il post, mi sono incamminato verso il centro della città, moltissimi i  turisti che affollavano le strade e le osterie ma in questo caso ogni parola e commento vanno risparmiati per parlare della bellezza di Strasburgo e della sua importante Cattedrale. Semplicemente superba e al suo interno, nonostante il rumore di sottofondo dei visitatori, l'atmosfera che si respira lascia senza fiato; nel rigore del suo stile gotico, ultima ricostruzione del 1176, sulla base del corpo posto ad est, più antico e in stile romanico.  Alcune opere presenti la arricchiscono in modo tangibile, come il pulpito con intagli di notevole pregio, l'organo del xv sec e la rappresentazione dell'arresto di Gesù al monte degli Ulivi. Queste sono le opere che più impressionano, per non parlare della facciata riccamente decorata. All'esterno e nelle altre vie del centro sono numerose le case antiche con la costruzione tipica con travi a vista, le facciate decorate con particolari motivi e la vista sui canali incorniciati da file di platani; in mezzo a tutte queste testimonianze storiche e ricche di particolari si ergono nuovi complessi architettonici dalle forme sinuose o essenziali con grandi spazi da vivere in modi diversi che ben si armonizzano con l'antico.
A proposito di vecchio e moderno, ho potuto constatare che in ogni cittadina che avesse elementi architettonici di particolare interesse era tutto un fervore di cantieri, non c'era monumento che non avesse almeno una parte in restauro e anche nelle strade si stavano sviluppando opere di riqualificazione, con lavori di demolizione di quartieri fatiscenti accanto alla presentazione dei futuri complessi da realizzare. Insomma, nonostante la crisi e le casse statali o locali vuote sembra che la depressione o la paura del futuro non abbiano preso il sopravvento sulla voglia di fare. In fondo, se non ci crediamo noi nel futuro, mica possiamo aspettare chi doveva vigilare e ha lasciato che si arrivasse a questo punto.
La visita di Strasburgo avrebbe meritato ben altro tempo ma per ora va bene così, la vista di riccioli, intagli, belle opere, vetrine con ardite ambientazioni e arredi particolari mi hanno rimesso in moto la voglia di costruire, di inventare, di pensare al mio lavoro di restauro e  succede sempre così ogni qualvolta visito le grandi città. Con la mente caricata di mille stimoli anche le gambe hanno ripreso le giuste energie, gli 80 km dei giorni precedenti sono un ricordo, a passo deciso attraverso la città, passo il fiume in direzione di Khel e sono di nuovo in Germania. Un fiume, in qualche tratto largo meno di un km, divide due importanti nazioni, ma le differenze sono rilevanti. Primo fra tutti gli abitanti, decisamente diversi, l'atmosfera che si respira e  le architetture: più leggera, più allegra dalla parte francese, case ricche di cornici e ornamenti, persiane alle finestre, campanili a tronco di piramide...più concreta e silenziosa dalla parte tedesca, molte di più le case con la struttura in legno, i campanili a cipolla e le finestre senza coperture. Nei villaggi francesi il governo ha promosso una campagna per adornare strade e piazze con fioriture particolarmente curate e i villaggi che ho visitato lo erano davvero, mentre quelli tedeschi , più essenziali, si presentano con una rete di piste ciclabili davvero invidiabile e ben tenuta. Per strada poi, anche se togliete la targa alle auto, i tedeschi e i francesi li potete riconoscere sicuramente; lo stile di guida è inconfondibile, i francesi con le loro manovre azzardate, i sorpassi incuranti dei pedoni e altri aspetti somigliano molto di più agli italiani.
L'itinerario prosegue lungo il bel parco realizzato sulla riva del fiume davanti al dinamico e moderno ponte pedonale, va oltre e si disperde nella vegetazione tipica dei corsi d'acqua per tornare ad essere la lunga pista ciclabile dei giorni scorsi. Penso che, da Worth in poi, il Reno sia diventato particolarmente bello ed interessante, la varietà di uccelli acquatici e i vari specchi d'acqua che si sono formati nel tempo sono un paradiso per gli amanti del birdwatching; qui non hanno bisogno di ore di sosta nel capanno per avvistare gli uccelli, per non parlare delle cicogne, simbolo di questa regione, l'Alsazia, che ho visto tranquillamente appollaiate sui tetti delle chiese e sui lampioni.
Cammino per circa 28 km e arrivo a Altenheim (nonostante il fiume divida, alcuni particolari uniscono, tra questi il finale heim di molti nomi di villaggi che stanno sulle sponde opposte), è quasi buio, ma intuisco che si tratta di un bel villaggio con case tipiche della campagna tedesca, la priorità è alla sistemazione che oggi risulterà facile, domani prima di ripartire dedicherò un po' di tempo alla visita del paese. Destinazione a 30 km. 
Buonanotte, Nino















lunedì 3 settembre 2012


Lunedì 03 settembre,
ciao a tutti. Camminando per molti giorni, in questo caso per mesi, in una situazione, comunque, parzialmente irreale, si perde la cognizione del tempo e se non fosse per il cellulare che evidenzia la data sul display si potrebbe dimenticare anche in quale mese siamo. A ricordarmelo e a concretizzare che questa estate sta finendo è stata la temperatura di due giorni fa. Dopo alcuni giorni di bel tempo che mi hanno accompagnato lungo il Reno in terra germanica, arrivato in Francia ha iniziato a piovere e la temperatura è calata. Per la prima volta dai tempi dei bivacchi in tenda in Islanda ho dovuto mettere, di nuovo, la giacca di pile che avevo, quasi, dimenticato di avere.
Così come ci era capitato di constatare in Islanda, dove ci eravamo accorti che mancavano le fioriture che esplodono in giugno alle nostre latitudini, ho pensato a che cosa ci sia stato di diverso nel trascorrere l'estate nel nord Europa. Il suono delle cicale, il gracidare dei rospi nelle strade di campagna, il profumo delle piante officinali, l'odore della resina dei pini, il cielo azzurro ed il mare blu del Mediterraneo, tutte situazioni esaltate dal sole vero che riscalda ogni piccola particella e che rivitalizza tutti i nostri sensi.
Anche qua ci sono molte cose belle ed interessanti, ma averle vissute mi fa capire perchè i popoli nordici desiderino venire in Italia appena possono, anelino di comprarsi borghi interi e trasferirsi definitivamente nel Bel Paese. Non è campanilismo, ma la consapevolezza di vivere in una terra unica, per molti versi, e che dovremmo difendere a denti stretti dagli scempi, dagli incendi e da tutto quello che potrebbe togliergli un valore che nessuno potrebbe renderci.
Due giorni fa ho detto che salutavo la Germania per entrare in Francia. In realtà, oggi mi trovo a Strasburgo, ma passerò di nuovo sul lato tedesco del Reno perchè l'itinerario qui rimane più vicino al fiume, attraversa zone più interessanti e borghi meritevoli di attenzione; a parte un nuovo passaggio a Rinau, tutto il percorso fino a Basilea, da oggi, si svilupperà sul lato tedesco.
Ormai, però, è palpabile la sensazione è di aver quasi chiuso il capitolo più difficile di questo cammino e, come capita in tutte le situazioni più impegnative, anche quello che ha dato di più, in termini di relazioni ed incontri a questa esperienza. Con ciò, non è che da domani sarà una barzelletta affrontare i 1300-1400 km restanti, ma ho la consapevolezza che sono state le situazioni in cui ho dovuto chiedere aiuto quelle che hanno aperto la possibilità ad incontri e confronti interessanti. Dal momento che tutto scorre nel segno della linearità, con le strutture ricettive funzionanti, allora vengono meno certi presupposti e anche certe occasioni, ma … magari ne capiteranno diverse che daranno un senso ancora diverso al cammino.
Quando progettavamo il percorso dicevamo che la parte più difficile sarebbe stata in Islanda, in Danimarca invece avremmo trovato tante fattorie e strade bianche (e tutto ciò in buona parte ha corrisposto alla realtà) e che in Germania sarebbe stato tutto diverso... Appunto, tutto diverso, ma non nel senso che ci si aspettava; non così tanto asfalto, non così poche strutture attive e solo qualche chiesa o situazione religiosa per i pellegrini in più. Nella parte settentrionale della Germania ho trovato tanti sentieri segnati e vie di pellegrinaggio, ma mi chiedo, qualora ci fossero i pellegrini in cammino (ne ho trovati solo due) dove intenderebbero farli dormire, perchè penso sia abbastanza improbabile organizzare un cammino utilizzando l' accoglienza tradizionale, che prevede pernotti a 45.00 eu, a cui si deve aggiungere il resto.
Nonostante questo, ricordo con piacere i bei borghi tedeschi, molto meglio strutturati di quelli danesi, i tedeschi davvero speciali che ho incontrato, tutti quelli che, se ti vedono con una mappa in mano, si fermano immediatamente e ti chiedono se hai bisogno di aiuto, tutti i bambini e ragazzi che per strada sono i primi a salutarti con la manifesta convinzione di farlo, ricordo gli infiniti ed inimmaginabili oggetti blu, grande passione dei tedeschi, che li collocano nei loro giardini (fra tutti due pecore a grandezza naturale davanti alla porta ed un cane con la catena di ferro al collo...).
La difficoltà a trovare le strutture fa parte del gioco e della situazione, anche sulle n.s. colline e nelle montagne lontane dai centri turistici più conosciuti abbiamo gli stessi problemi, accentuati negli ultimi anni dalla crisi economica e dall'abbandono dei borghi e dei centri storici.
Comunque, per quanto detto in precedenza, alla fine questi imprevisti sono stati il sale di questa parte di percorso, l'unico fastidio, da parte di alcuni, è stato voler far pagare oro quello che oro non è senza rendersi conto che, di fronte ad una qualsiasi occasione non si può mai sapere quale opportunità si possa nascondere. Ma di questi tempi, probabilmente, si pensa che … meglio l'uovo oggi che la gallina domani.
Tornando al racconto (questa mattina la prendo comoda e mi rilasso scrivendo, le ultime due giornate sono state toste), arrivato a Seltz, prima meta francese, sapevo che avrei dovuto fare modifiche all'itinerario. La tappa successiva era Drusenheim a soli 25 km, percorso tranquillo lungo il fiume, ambienti naturali molto interessanti, grandi quantità di uccelli e qualche borgo carino.
Arrivato a destinazione in orario per sbrigare ogni incombenza ho scoperto che un albergo era chiuso per ferie e l'altro, fuori dal paese, completo. Al secondo, molto gentili, si adoperano per trovarmi un alternativa in altro paese da raggiungere con il treno, la risposta di un privato: 75.00 eu notte colazione compresa, il doppio dell'Hotel...roba da Neuro.
Torno in paese e chiedo di nuovo, mi indicano altro paese indietro di 4 km, sicuro che l'albergo è aperto. Mi metto in cammino e i km totali alla fine saranno 41, l'albergo è pieno, arrivederci e grazie, se vuole vada a quello successivo, altri 4 km. Ma a quel punto il problema non era camminare ancora, erano le 20 e sulle strade non illuminate diventava pericoloso. Esco dall'albergo e … fare 6 al Lotto era più semplice. In quell'istante passa un'auto con una simpatica coppia di francesi, Alfred e Cristian, che avevo conosciuto due ore prima lungo il Reno, che tornano a Strasburgo dopo una fruttuosa giornata di pesca. Faccio un cenno, si fermano, spiego la situazione e molto volentieri mi accompagnano al paese indicato, Sessnheim, l'albergo ha posto, la notte è sistemata previo pagamento anticipato!
Il giorno dopo è domenica, bus in giro non ce ne sono, i treni mi obbligano ad una attesa lunga . Tornare a Drusenheim si può fare solo a piedi, trovo un bel sentiero nei boschi e torno al punto di partenza (ma come al gioco del Monopoli senza passare dal via e con 6 km in più) passando davanti alla chiesa di Drusenheim, dove alcuni parrocchiani mi fermano per sapere del mio viaggio (dall'Islanda ad oggi, a parte Giovanni e Roman, non ho incontrato nessun altro che camminasse con zaini che significassero percorsi lunghi).
Questo allungare il percorso del giorno prima ha creato un effetto onda che si è ripercosso sulla giornata di ieri e così sono arrivato all'ostello di Strasburgo con altri 42 km di cammino e ieri sera, se non fosse stato per i lampioni di città, sarei arrivato a destinazione con la torcia frontale in funzione.









A questo punto, prendendola con calma, attraverserò l'altra parte della città, a dire il vero molto interessante (quella dei bei canali e delle chiatte trasformate in abitazioni l'ho vista ieri) e passerò sul lato tedesco in cerca, a 20-25 km, di  una sistemazione. Avevo previsto una sosta a Strasburgo ma l'imminente incontro con Pasquale, camminatore, pellegrino o altro (lo scopriremo presto) di origini italiane e che vive in Germania, con cui camminerò nei prossimi giorni, mi hanno fatto preferire di posticipare il riposo in Svizzera.
Buona giornata, Nino 

venerdì 31 agosto 2012

venerdì 31 agosto,
ciao a tutti. Sono in Francia, a Seltz, piccolo villaggio a due km dal Reno. Un gruppo di case come ne ho attraversati tanti in Germania , ma fa enorme piacere arrivare all'ingresso di un paese che vuol promuovere le sue potenzialità turistiche e trovare un ufficio addetto che ti offre brochure, che non ti fa pagare € 1,50 per una piantina della città e che ha al bordo della strada un pannello chiaro e leggibile con le indicazioni dei servizi pubblici e delle strutture ricettive; non solo, nella bacheca c'è l'elenco aggiornato di tutte le strutture della zona e paesi limitrofi con la disponibilità delle camere e i prezzi applicati. Ma questo non è successo solo a Seltz, l'ho verificato anche nei paesi che ho incontrato passando sul territorio francese. Arrivato poi al modesto ed efficiente albergo dove ho trovato la camera, per un prezzo inferiore a quelli tedeschi, ho avuto anche il servizio wifi e, incredibile ma vero, per la prima volta dalla partenza dall'Islanda mi hanno chiesto i documenti per la registrazione e NON mi hanno chiesto il pagamento anticipato.
Quanto sopra descritto, però, per me è la regola e non l'eccezione, è semplicemente fare il proprio lavoro con il piacere di farlo e cercare di vendere il proprio prodotto nel miglior modo.
La tappa di oggi non è stata faticosa (25 km) e ha proseguito la lunga cavalcata sulla riva occidentale del Reno, con una segnaletica diversa e un poco più rada (quella francese). L'ambiente attraversato, inizialmente simile al tratto da Mainz a Worth, è diventato molto più interessante nella zona del bosco di Munchausen, dove si è formato un delta che ha dato origine ad un sistema di zone paludose, successivamente dichiarato riserva naturale, dove la flora e la fauna sono gli elementi caratterizzanti. La flora, in particolare, si contraddistingue per diversi esemplari di salice bellissimi e con dimensioni che dimostrano tutti i loro anni e la fauna è ben rappresentata dalle specie ornitologiche che vivono in ambienti palustri e lungo i fiumi.
Domani il cammino prosegue in direzione di Strasburgo, dove arriverò domenica.





IL post di oggi volevo riservarlo alle considerazioni sul tratto tedesco e sulla Germania ma il computer mi dava poca autonomia .
A domani, Nino

giovedì 30 agosto 2012

giovedì 30 agosto,
ciao a tutti. Questa è l'ultima sera in terra tedesca. Mi trovo nell'ostello di Karlsrhue, bella città molto movimentata e con un elegante centro storico, che culmina con il suo castello alla fine del viale principale. In realtà questa tappa per me finisce a Worth am Rein, circa 10 km prima, sulla sponda occidentale del fiume che fungerà da linea direttrice per il mio cammino nel tratto francese e fino a Basilea.
Seguendo le indicazioni del diario dell' Abate Nikulaus che aveva visitato, nel suo itinerario, Mainz, Worms, Speyer, Selz e Strasburgo prima di raggiungere Basilea, era inutile, in corrispondenza di Manheim e Karlsrhu, attraversare il fiume due volte: questo ha permesso, anche, di realizzare  delle tappe più brevi.
Il diario è aggiornato alla tappa Worms - Friesenheim e  da lì riparto.
Da Friesenheim mi sono diretto a sud attraversando la periferia di Ludwigschafen e i suoi bei boschi, poi l'itinerario ha ripreso il suo percorso lungo il fiume e in questo tratto fino ad oggi ho potuto alternare il camminare sull'asfalto a quello sul fondo naturale dell'alzaia del fiume con grande sollievo per i miei piedi. La lunga cavalcata si è conclusa dopo 36 km a Speyer con i suoi arditi campanili che già si potevano vedere nell'avvicinamento.
La tappa è stata abbastanza faticosa, complice il caldo che è durato per alcuni giorni, oggi però è stato mitigato da un temporale notturno.
Posso dire che tutti questi km percorsi lungo il fiume sono stati ripagati dalla visita di tre splendide città, quali Mainz, Worms e Speyer.
Quest'ultima è stata davvero una piacevole sorpresa e, nonostante la stanchezza per la tappa, dopo la cena in ostello non ho resistito e sono andato a visitarla nella veste notturna . Veramente bella e non solo per le sue chiese, è notevole anche l'offerta culturale con rassegne di pittura, scultura e fotografia ed è uno dei pochi centri dove la vita si protrae anche nella tarda serata.
Quando i centri storici si svuotano della gente e della confusione, con l'illuminazione realizzata ad arte acquistano una dimensione ed un fascino particolari, che nel mio caso sono stati esaltati dalla casuale possibilità di ascoltare le prove delle corali maschili e femminili in una sede prestigiosa vicino al Duomo. Il giorno dopo ho proseguito la visita per altre 4 ore prima di riprendere il cammino in direzione di Germersheim.
Questa località non era nei programmi ma, essendo partito alle 13 da Speyer sarebbe stato difficile andare oltre; erano previsti 23 km ma alla fine tra la visita di Speyer e di quest'altro borgo, anche questa volta ho messo insieme 33 km.
Ieri la sistemazione per la notte è stata risolta in una modesta Gasthof (modesta per la qualità ma niente affatto per il prezzo), dopo aver fatto il giro delle altre e aver discusso per le pretese esose a fronte di quanto offerto.
Ora è il momento di recuperare il bucato, spero domani di avere la connessione per raccontare il passaggio nel paese dei galletti. 
Buonanotte, Nino
mercoledì 29 agosto,

ciao a tutti, la stanchezza prevale in questi giorni, anche per scrivere. Le due foto sono del giardino del comando di Polizia a Oppau ( della serie duri che ...durano) e un manifesto del n.s. cantautore italiano che alcuni giorni fa si è esibito nella cittadina che ho attraversato, ironia della sorte , leggete il titolo del suo tour. Buon proseguimento Nino