ciao a tutti. Questa mattina sono ripartito da Nierstein e transitando di nuovo per Oppenheim ho camminato nella parte orientale del paese, attraverso boschi e zone acquitrinose, dove ho fatto un incontro abbastanza ravvicinato con esemplari giovani di caprioli. Tutta la tappa si è sviluppata lungo la sponda occidentale del Reno, dove, essendo domenica, ho incontrato molti super attrezzati pescatori e tanti ciclisti; sul fiume invece, oltre al solito traffico di chiatte, anche diversi canoisti, che qui hanno diverse scuole e anche qualche surfista che, approfittando del vento teso, si divertiva nel compiere le evoluzioni con la tavola. Sulle colline ancora moltissimi vigneti che sono favoriti dalle temperature e dal clima particolare di questa area. Grazie a questa importante attività locale, in questi giorni in molti villaggi si organizzano le feste del vino ed una di queste, proprio oggi, comincia a Worms. Questa sera mi trovo ospite della parrocchia evangelica della S.ma Trinità grazie ad Anna, figlia del Reverendo, conosciuta con i suoi simpatici parenti una settimana fa mentre attraversavo un villaggio, che mi ha offerto la sua ospitalità. Domani, dopo la visita di questa importante cittadina che ha ricoperto un ruolo determinante nelle vicende storiche, partenza per raggiungere Mannheim. Buonanotte, Nino
sabato 25 agosto 2012
sabato 25 agosto
ciao a tutti. Questo post va scritto quasi in diretta, certe situazioni vanno raccontate appena accadono; per qualcuno di voi, poi, in realtà possono sembrare quotidiana amministrazione ma per me, che dico spesso che alla fine del bilancio tutto si piana e i conti tornano quasi sempre (ma sono come le situazioni, non è detto che sia il conto che si immaginava ma se si analizza più in profondità si trova la giusta quadratura), dopo il terribile triennio 2007-2010 certi momenti vissuti su questo cammino, se dovessi tirare la riga oggi, farebbero pari con quanto successo in passato. L'occasione felice ci può stare, il bel gesto anche, una volta, due ma.... quando ciò accade quasi regolarmente allora cosa devo pensare?
Bene, previsione di giornata tranquilla, previsti 30 km, tempo nuvoloso, tappa senza problemi.
Parto alle 8 dopo aver costretto Doris, la socia Servas che mi ha gentilmente ospitato, ad alzarsi prima della sua solita ora. Saluto lei e i suoi due amabili gatti e parto; prima fermata dal calzolaio, gomme posteriori nuove, equilibratura delle ruote e via ora si può correre per un altro bel po' di km (quelle anteriori non ha potuto sostituirle perchè non aveva la macchina per la convergenza). Scendo le colline di Wiesbaden, è sabato, le scuole sono chiuse e le strade silenziose; arrivo a Bebrich, altra località di Wiesbaden e poi sul Reno, lo attraverso e comincio a camminare in direzione di Mainz. Sul grande fiume c'è un grande movimento di chiatte, sulle rive molti uccelli acquatici e sulle spiagge di materiale riportato i tedeschi che fanno colazione e prendono il sole immaginando, probabilmente, altri lidi.
Il percorso si sviluppa tranquillo, ormai le montagne e i loro boschi verde cupo sono alle spalle, tornerò a vederle quando arriverò in Svizzera. La vegetazione sul fiume risente di temperature e clima diversi; lilla, fichi, noccioli, ornielli, noci, pioppi e betulle. Tutto ciò fino a che arrivo a Nachstein, qui, infatti, la pista ciclabile si allontana dal fiume per proseguire lungo la ferrovia e in quel momento il paesaggio cambia completamente. Sui pendii che chiudono la valle ad ovest del Reno ci sono filari di viti a coprire il terreno, uva bianca e nera per vino e una carovana di trattori con i loro carri che portano i turisti a fare il tour delle vigne. Arrivo a Nierstein, ed è la prima volta che vedo in un villaggio del movimento come oggi; numerose trattorie ed enoteche, molte le facciate delle case abbellite con piante di vite che si arrampicano con i loro grappoli penduli.
Ancora qualche km (alla fine saranno 36) e arrivo alla meta prevista: Oppenheim, bel paese diviso in due parti dalla ferrovia, ad est la zona naturalistica con il bosco che arriva al mare, aree protette e campeggi, ad ovest il centro storico che si arrampica sulla collina, con le sue case colorate e ben tenute e le due chiese, quella cattolica più semplice ma più antica e quella evangelica, molto più grande ed imponente ma di altro stile e più giovane.
Sono le 18.30, sul pannello informativo ci sono sei, sette possibilità di sistemazione; faccio un giro del centro per vedere che aria tira, con l'occasione suono invano alla porta del parroco cattolico. I tavoli dei locali del centro sono pieni di gente, incomincio a comporre i numeri delle strutture che offrono camere, tutte piene, anche le zimmer in posizione defilata. Scendo verso la stazione per provare al paese successivo ma mentre leggo l'orario dei treni si affianca un signore a cui spiego, in inglese, il mio problema e lui, Michel (questo è il secondo Michel che incontro e che mi è di grande aiuto) con la sua famiglia si attiva immediatamente. Hanno un poco di tempo prima dell'arrivo del loro treno e mi accompagnano ad una trattoria vicina che loro conoscono, spiegano ai titolari e saputo, nel frattempo, del mio cammino, mi vogliono offrire da bere. La proprietaria del locale, il Gruner Baum, simpatica donna tedesca, Anette, nonostante i numerosi clienti si mette immediatamente a telefonare. Io la osservo e penso, sbagliando, che alla fine anche in Germania funzioneranno le raccomandazioni. Macchè, niente neppure per lei, tutto pieno. Intanto Michel, la moglie Rosita e l'amica Anic mi salutano, ci scambiamo gli indirizzi e li ringrazio molte volte per la loro gentilezza. Ordino la cena con la speranza che Anette o il bravo Bjorn riescano a trovarmi qualcosa. Saranno necessarie almeno 12 telefonate e alla fine trovano la sistemazione a Nierstein, dove ero già passato. Non basta, vado per pagare il conto e Bjorn mi offre la cena, mi spiega che ha rispetto per quello che sto realizzando ed è felice di fare questo. Io lo ringrazio e quello che posso fare è solo offrirgli la mia ultima spilla che stava attaccata allo zaino. Tempo di salutarci e Anette mi accompagna con la sua auto alla gasthof a Nierstein. Penso che altre parole o commenti sarebbero superflui.
Buonanotte, Nino
venerdì 24 agosto 2012
giovedì 23 agosto,
ciao a tutti, oggi solo paesaggi da cartolina, quelli normali non li vogliamo. Ieri quando studiavo la mappa per la tappa odierna e vedevo quella linea bianca, senza interruzioni, senza centri abitati, con un unico segnale come nei grandi trek, pensavo che doveva essere qualcosa di particolare che meritava essere percorsa. E avevo ragione.
Questa mattina, alla sveglia delle 6,30, entrava una bellissima luce dalla finestra che faceva immaginare una giornata con tempo stabile, l'aria era fresca e invitante. Fatta colazione sono partito verso Kettenbach dove la pista sul fiume avrebbe lasciato spazio al nuovo itinerario. In questo piccolo villaggio c'è una grossa acciaieria e tutto si muove intorno a quella, persino il passaggio del sentiero E1, che dovevo prendere io, attraversa lo stabilimento. Ieri ero già arrivato in questo luogo per tornare, poi, indietro di 1 km e raggiungere la gasthof consigliata. Durante il passaggio accanto allo stabilimento avevo incrociato un ragazzo di poco più di venti anni, camicia corta, che usciva dal suo turno di lavoro completamente annerito dalle polveri di ferro, si era accorto che lo osservavo ma mi aveva impressionato, un conto è leggere e vedere in tv e l'altro è vedere personalmente e ricordarsi che nel 2000 ci sono ancora persone, magari giovani, che svolgono questi lavori molto usuranti. Al suo confronto, io con lo zaino in spalla, a giro per il mondo, mi sono sentito molto piccolo.Questa mattina, perciò, attraversando la fabbrica, l'ho fatto con un poco di pudore, è vero che ognuno fa le proprie scelte e spende il proprio tempo e denaro come vuole, ma stare, con il caldo ed in agosto, in fabbrica non è il massimo delle aspirazioni per nessuno.
Il sentiero si è innalzato subito tra i boschi di faggio e abete per poi sbucare su dei favolosi pascoli. Dapprima semplice sentiero, poi in mezzo a campi di grano e fieno appena falciati è diventato una striscia bianca o carrareccia, la Eisenstrasse, antica via di comunicazione aperta nel 1656 per trasportare le merci dalle montagne e dal'interno verso Mainz ed il Reno. La vista era magnifica ed il colore del cielo contribuivano ad esaltare le sfumature di giallo dei campi contornati dal verde intenso dei boschi. Ad accompagnarmi, come già succedeva da qualche tappa, l'inconfondibile fischio dei rapaci che volavano nel cielo. Il tempo ed le distanze sono volati e in 28 km sono arrivato a Wiesbaden anche se quando sono entrato di nuovo nei boschi, in prossimità di Taunusstein, qualche matto che ha disegnato il percorso per un'ora di follia si è divertito a complicare le cose oltre al solito festival del segnale che è ogni giorno più colorito e fantasioso.
Domani giorno di riposo obbligato sia per la visita di Mainz sia per poter riparare gli scarponi.
La sistemazione è presso una simpatica insegnante di inglese, Doris, che risvolterà come un calzino il mio traballante Tuscany English il suo tavolo, invece, è salvo perchè ha le gambe di metallo).
Buonanotte, Nino
venerdì 24 agosto,
ciao a tutti. Oggi ho fatto il turista a Mainz, bellissima cittadina e molto belle le sue chiese barocche, molti turisti in giro e molti negozi. Il luogo per me più interessante è stato il Museo di Guttemberg, inventore dei caratteri mobili, collocato vicino alla piazza principale in un edificio modernissimo in acciaio e vetro per nulla stridente con gli edifici anitchi che lo contornano. Sono capitato a Mainz nel giorno del mercato che si svolge nella piazza del Duomo, dove chiaramente è stato impossibile fotografare i monumenti ripuliti da ogni interposizione ma sicuramente immersi in un contesto più reale e colorito. Moltissimi i banchetti della frutta e delle aziende casearie delle montagne tedesche, un mare di colori e profumi. Di fronte ad un banco che vendeva pesce preparato nel momento, ricordando i bei momenti con Giovanni, quando, in Islanda, ogni occasione era buona per mangiare le aringhe in tutte le salse, ho deciso di replicare. Altro momento particolare è stata la visita della chiesa di S. Stefano dove ho potuto ammirare le vetrate realizzate da Chagall nei suoi caratteristici blu.
Domani si riparte da Wiesbaden e farò la prima di alcune tappe lungo il Reno. Ora vi lascio con le foto della tappa di ieri. Buonanotte Nino
mercoledì 22 agosto 2012
mercoledì 22 agosto,
ciao a tutti. Oggi tappa tranquilla e con km contenuti, 20. Quella di ieri mi aveva costretto, alla fine di tutti i giri tra inafferrabili accomodations, a percorrere 40 km. Questa mattina ho lasciato l'anonimo hotel alla stazione di Limburg Sud e mi sono diretto nel centro per una breve visita e per dire due paroline a ...
Avevo pensato di lasciare una lettera al parroco ma poi ho trovato una signora che amministra il Pfarmant Buro, già queste parole suonano male e poi quando queste persone parlano, sembrano più impiegati del ministero che non rappresentanti della Chiesa. Comunque, anche se diceva di non capire l'inglese, ha compreso perfettamente e mi ha detto che, nonostante tutto quel ben di Dio di edifici intorno alla cattedrale e alle altre chiese, non avevano un pezzo di pavimento per far dormire un pellegrino. Ciò fa capire, ancora una volta di più che se le cose devono cambiare, deve accadere dal basso, da ognuno di noi, perchè più si sale di posizione sociale e più tutto diventa complicato.
Spesso mi raccontano che istituzioni dell'ambito religioso fanno affari d'oro con i pellegrinaggi, quelli che muovono pullman di persone, con alberghi e consumazioni di vario tipo, invece quelli dei pellegrini camminatori che dormono in un povero letto a 15,00 eu. e che si preparano la minestra da soli, almeno per ora, sono appetibili solo dagli amministratori locali e dai politici che hanno finanziamenti europei per le opere sul percorso.
Completo la visita della cittadina tra i banchi del mercato settimanale e mi dirigo a sud, passo davanti ad un istituto scolastico professionale, le lezioni sono riprese da qualche giorno, il rumore dei turisti e dei residenti tra le strette vie del borgo finisce, sono di nuovo a camminare nella campagna.
Il paesaggio è, però, cambiato abbastanza, sono ormai un lontano ricordo le belle fattorie in mattoni rossi, le case con il tetto di fascine, le mucche e i pascoli. I terreni sono usati prevalentemente per la semina di grano e granturco, le case sono più simili alle nostre con uso di molto cemento e molto meno di legno, cammino anche oggi su una pista ciclabile che si snoda lungo il fiume Aar e al suo fianco, di nuovo, una linea ferroviaria, questa volta dismessa.
Come si dice, a forza di lamentarsi ... oggi ho trovato la prima fonte pubblica dall'inizio del cammino e che fonte! del 1546, restaurata nel 1995 con acqua veramente buona, quasi gasata, acidula e con sapore di ferro, talmente preziosa che per bere mi sono dovuto inginocchiare perchè hanno messo la bocca della fonte a 30 cm da terra.
Le colline che segnano la valle dell'Aar non superano i 290 mt ma i boschi sono ancora di conifere.
Arrivo ad Hausen uber Aar e, finalmente, trovo una gasthof che ha un prezzo ragionevole per il paese in cui si trova, 10 case sulla strada e nulla più; l'edificio ha però una sua storia perchè questa attività esiste dal 1890 ed i proprietari sono affabili e gentili.
Domani, modifica del percorso per rendere le tappe di lunghezza più contenuta rispetto al programma e per evitare inutili saliscendi e percorsi tortuosi. In questo tratto della valle la morfologia del territorio si fa articolata, le valli laterali diventano strette ed incassate e il percorso mi ha obbligato a trovare una soluzione meno faticosa ma molto interessante che mi porterà a Wiesbaden in 30 km, dove sarò ospite di un membro Servas ( speriamo che il suo tavolo non abbia le gambe commestibili..)
Buonanotte, Nino
martedì 21 agosto
ciao a tutti. Oggi è abbastanza difficile scrivere il post, questo è un diario di viaggio, non ho voluto che fosse una scarna descrizione delle tappe, nè un elenco di numeri e nomi, forse è venuta fuori una cosa anche peggiore ma sicuramente rappresenta ciò che mi è rimasto impresso di ogni giornata , positivo o negativo che sia. Non voglio neppure che in qualche occasione possa sembrare una lettera di protesta al servizio assistenza clienti di una struttura privata o pubblica ma oggi si è toccato un bel traguardo e siccome dico sempre che al meglio ... e al peggio non c'è mai fine non posso sapere se quello accaduto oggi sia uno degli estremi.
Questa mattina, fuori nebbia fitta, preludio di una giornata soleggiata ed afosa. Per me solita sveglia alle 6,30. Finisco di preparare le mappe, faccio una colazione veloce e alle 8 vado a salutare i due parroci. Il primo, bianco, abbastanza giovane e cordiale, l'altro di colore, Robert, tanzaniano, e ho l'impressione non sia molto convinto del mio cammino, ma pazienza per lui, se ne farà una ragione. Già in altre situazioni, in parrocchie cattoliche o evangeliche, parlando con i parroci ho percepito in loro dello scetticismo nei confronti delle figure di questi moderni pellegrini. Per alcuni aspetti li comprendo, molte volte ho camminato con chi, pellegrino, voleva il bar sul cammino per il caffè delle dieci, e quello per il caffè delle 14 e delle 17, e la doccia calda, e potrei raccontarne molte altre.... e tutto ciò ha poco di pellegrino. Ma se uno decide di camminare per 5 mesi e farsi 3700 km a piedi, anche se non sarà un cristiano o un pellegrino modello qualcosa di suo dovrà avercelo messo per affrontare questa esperienza, altrimenti dopo tre giorni farebbe le valigie e rientrerebbe a casa.
L'ho presa un poco larga così, mentre scrivo, sbolle la rabbia ed evito di scrivere ciò che è inopportuno, ormai sono le 23,30, il bucato è fatto, il sonno se ne è andato e devo prendere tempo per valutare la situazione dei prossimi giorni, senza decisioni affrettate, ma con la convinzione che della Germania, per alcuni aspetti, ne ho le.... piene .
Chiedo informazioni al parroco sulla possibilità di una sistemazione nella cittadina di Limburg, mi risponde che è sede vescovile e lì non c'è nessun problema (in Italia quando qualcuno ti dice di stare tranquillo è il momento che ti devi iniziare a preoccupare, ma incomincio a pensare, visto quello che sento in giro dai residenti che, forse non ce la raccontano proprio tutta su questa efficiente Germania), anzi la sistemazione sarà anche migliore perchè ci sono gli alloggi per i pellegrini.
La decisione di arrivare a Limburg comporta un giorno in più di cammino, 37 km, ma le informazioni di Cristoph sulla storia e sui monumenti di questa cittadina mi spingono a modificare leggermente il percorso stabilito, anche perchè sapevo che arrivare a Mensfelden avrebbe significato non trovare sistemazioni. La conferma del parroco e quindi la futura possibilità che altri potessero usufruire delle strutture mi danno la spinta decisiva. Parto alle 9,30, dopo aver acquistato le nuove mappe e saluto la decadente aristocratica Weilburg di cui sono, invece, rimasto favorevolmente impressionato dalla intensa attività esercitata nel suo placido fiume da canoisti di tutte le età.
Il percorso di oggi, nonostante la sua preannunciata lunghezza, è molto bello e, pur con un grande caldo, mi spinge a mettercela tutta per portare in fondo la tappa. Cammino lungo una suggestiva pista ciclabile a 3 mt dalla sponda del fiume e al fianco della linea ferroviaria, tocco molti borghi simpatici che hanno ancora le stalle in esercizio e poco accanto tante canoe colorate che creano un dinamico contrasto.
Tra varianti nei boschi e scorciatoie arrivo alle 19 nel centro di Limburg, bellissima la cattedrale, trovo due sacerdoti che parlano sulla piazza, chiedo del parroco e mi indicano che è nella sua abitazione, la raggiungo ed incontro un giovane con abiti da religioso, forse il diacono. Spiego che mi ha indirizzato il parroco di Weilburg, mi risponde che in parrocchia non è possibile dormire, che il parroco è fuori sede e che devo andare a 2 km alla chiesa dei Pallottini. Con pazienza e stanchezza riparto, grazie a indicazioni di passanti intraprendenti arrivo a questa grande chiesa e per fortuna trovo un anziano che vive lì e che mi dice che i monaci o chi per loro sono andati via, la struttura è "Kaput" ma gentilmente mi segnala una pensione vicina, si riparte, cala il sole, l'orologio gira, ma non solo ...
Entro nella pensione, soliti avventori al banco che bevono la birra, la proprietaria mi guarda e scuote la testa, nain niente camere, l'ennesima pensione che non funziona più. Olè! Chiedo informazioni a lei, mi indica un hotel alla stazione (una volta erano quelli che costavano meno) 53 eu. a due km di distanza. Ok, ringrazio ed esco; poco prima avevo visto una pizzeria italiana sulla strada, vista l'ora penso sia meglio bloccare la fame, in fondo il cielo non è neppure nuvoloso e il giardino dei pallottini è molto grande e pieno di grandi alberi...
Mi fermo a mangiare, intuisco subito che i proprietari italiani sono molto disponibili e chiedo info sulla sistemazione, mi accompagneranno loro.
Accanto al mio tavolo 3 meridionali giovani che saputo del mio cammino spalancano gli occhi e chiedono come funziona, mostro le credenziali islandesi ed uno di loro mi offre due birre. Termino la cena, prezzo di favore e servizio taxi durante la consegna a domicilio delle pizze.
L'ostello della gioventù nonostante l'ora è ancora aperto ma è pieno; andiamo a quello della stazione dei treni, mi hanno detto che è il più economico, l'autista, un simpatico napoletano laureato che lavora in Germania per 50 eu al giorno perchè in Italia è troppo maturo per essere appetibile dalle aziende, mi lascia davanti all' Hotel. Il prezzo di una notte non ve lo dico ma più di tutte le altre volte. Faccio presente la mia situazione alla reception, il problema neppure li sfiora, quello è il conto.
Sarebbe lunga la lista di privati, credenti e non, che in Germania mi hanno aiutato e quindi non sarebbe corretto generalizzare ma altri contesti sono stati molto deludenti e per di più da parte di certi ambienti che dovrebbero essere, con i dovuti scetticismi ma con una porta aperta alla speranza e all'impegno, i primi a favorire certe situazioni. Per quanto riguarda le strutture alberghiere, forse, bisognerebbe che le associazioni di categoria si rendessero conto che l'hotel o chi per lui, non ha un valore solo intrinseco ma legato anche alla posizione in cui è situato e ai servizi che una località offre.
Comunque sia, domani, durante la visita al centro storico mi preoccuperò di contattare qualche rappresentante di quella chiesa perchè è inammissibile essere così poco informati sulla situazione delle strutture dello stesso luogo. Per il futuro se la situazione non cambierà penso sarà difficile che gruppi di pellegrini si avventurino su percorsi che non danno la minima garanzia.
Buonanotte, Nino
lunedì 20 agosto 2012
lunedì 20 agosto
Ciao a tutti. Oggi giornata pesante, 36 km con caldo ed elevata umidità, ho dovuto suonare ai campanelli delle abitazioni almeno 4 volte per avere l'acqua. Nei villaggi attraversati in questa tappa, dove a fatica sopravvive il negozio di alimentari e a volte il fornaio, si trovano fontane a circuito chiuso che buttano acqua per tutto il giorno inutilmente, cosa sarebbe costato mettere anche un tubo per quella potabile? Comprare le bottiglie oltre essere uno spreco, nei paesi del Nord Europa è roba da ricchi; in confronto, in Italia la regalano.
Altro problema che non immaginavo esistesse in Germania, vista la tradizione di grandi camminatori, è la segnaletica dei sentieri che in alcuni casi scarseggia ma che in molti casi è decisamente esagerata. Qua ognuno che crea un sentiero si sente in diritto di segnarlo con un numero o una sigla diversi per grafica e logo, ma ciò sarebbe il minimo se sui pali e sugli alberi fossero segnati con logica. Se in un tratto di percorso passano 3 o 4 sentieri diversi non si limitano a segnare il principale e gli altri solo negli incroci o dove si distaccano. Così spesso sugli alberi troviamo anche 5-6 numeri o logo di tutti i colori e forme, una vera giungla tanto è che in qualche occasione è stato necessario prendere la bussola, non considerare le indicazioni in campo e indirizzarsi su un punto preciso per uscire dal labirinto dei segnali.
Comunque oggi, dopo questa lunga tappa, sono arrivato a Weilburg, antico borgo arroccato su un poggio con castello annesso. Il centro antico sembra finto, solo ristoranti, alberghi, pub e molte gallerie per gli artisti che espongono ma nonostante la sua aria aristocratica ed elitaria, salire alle nove di sera, con i locali ancora aperti, le persone sedute ai tavoli, e vedere lungo i marciapiedi cumuli di sacchetti dell'immondizia maleodoranti, (immagino esista un servizio notturno di raccolta di rifiuti), sinceramente, non è un bello spettacolo. Pensando a quanto pagano i turisti per stare in certi alberghi di lusso all'interno del borgo, mi sembra che l'amministrazione non abbia molto tatto nella gestione di questo aspetto. Ma a parte queste considerazioni personali, posso dire che la giornata si è conclusa positivamente.
Anche oggi, viste le informazioni ricevute sulle strutture ricettive, immaginavo di dovermi adattare all'idea dell'hotel e dopo aver chiesto indicazioni ad una persona mi sono incamminato verso la periferia quando ho trovato la parrocchia della chiesa cattolica, ho deciso di suonare e dopo poco mi ha aperto un giovane di colore che credo sia l'aiuto del parroco. Mi ha accolto cordialmente, ma alla mia richiesta di un posto per dormire non si è mostrato entusiasta ed anzi un poco diffidente, cosicchè ho deciso che era il caso di giocare la credenziale del parroco islandese, fino ad ora utile solo per collezionare timbri. Ha funzionato e così il prete di colore (domani mi farò scrivere il suo nome perchè oggi ero un poco fuso e l'ho già dimenticato) ha chiesto per telefono il permesso al parroco, che era assente, e questa sera dormo nella stanza di "Francesco" su un materasso a pavimento, con un piccolo bagno ed una cucina dotata di quasi nulla.
Buonanotte, Nino
domenica 19 agosto 2012
domenica 19 agosto
ciao a tutti. Da qualche giorno, in Germania c'è bel tempo e posso dire che, negli ultimi due, ci sono state temperature e sole da estate vera, credo intorno ai 30 gradi. Non c'ero più abituato ad un caldo come questo e camminare sta diventando più faticoso, e il primo pensiero, di fronte a questo leggero disagio, è andato a voi, agli italiani che da moltissimi giorni convivono con temperature e umidità ben più alte, sarà faticoso anche solo pensare!
Io, invece, da qualche giorno, pensavo che a questo cammino mancava qualcosa, o meglio pensavo che quello che poteva e doveva essere uno dei motivi trainanti soffriva invece di una carenza costante. Da quando siamo partiti dall'Islanda, a parte il bel momento con Padre Hjalthi e la sua parrocchia ad Akureyri e ultimamente con il Pastore Delet della comunità evangelica di Alhestedt, non c'era stata più occasione di contatto e di confronto con altri parroci. A parte la difficoltà a trovare le parrocchie, di entrambi i fronti, aperte per dare ospitalità ai pellegrini è stato difficile, nel mio caso impossibile, trovare i parroci nelle loro abituali sedi. Posso capire per i protestanti che vivono, anche se non tutti, distanti dalle chiese, ma quelli cattolici, solitamente, hanno l'abitazione accanto alla chiesa e così, quando me ne è capitata l'occasione, ad ore diverse, ho provato a suonare alle loro porte ma senza risultato, sia che fossero parrocchie piccole o grandi.
Di queste vie antiche di pellegrinaggio si può dire tutto ed il contrario di tutto: si possono usare tutte le etichette e definizioni che si vuole, ma esse nascevano e si sviluppavano per motivi religiosi e poi magari, o in contemporanea, essendo molto transitate diventavano importanti vie di comunicazione per i commerci. In Italia, sulla n.s. via Francigena, abbiamo molti esempi di famose località del turismo culturale, che nel Medioevo sono nate e sono andate provvisoriamente in declino a seconda del percorso determinato dal flusso dei pellegrini.
Pertanto penso che un cammino storico non può prescindere dalla conoscenza delle vicende storiche e religiose dei territori attraversati, dalla visita e dalla frequentazione dei luoghi di culto (indipendentemente dal credere o meno e dal tipo di scelta religiosa) e dal contatto con i rappresentanti religiosi per comprendere meglio la realtà del luogo e... anche se stessi.
Così ieri, dopo una tappa magnifica di 27 km tra boschi, una vecchia linea ferroviaria dismessa e l' incontro con i simpatici ed ospitali signori Uferman che mi hanno invitato a bere con loro per festeggiare gli anni della signora Margret, sono arrivato nell'antico borgo di Dillenburg. Annusata l'aria che tirava e prevedendo altra notte in hotel tra inutili regalini di benvenuto e moquette inopportune ho deciso che questi parroci una mano me la dovevano dare. Sono arrivato intorno alle 18, mi sono recato alla chiesa cattolica e ho saputo che di li a 15 minuti sarebbe iniziata la messa. Bene, tutto tornava, era dall'Islanda che non assistevo alla funzione religiosa e mi sembrava un ottimo momento, per tanti motivi diversi, che ciò accadesse.
Inizia la funzione, parroco giovane, rituale come in Italia, a parte ovviamente la dura e ostica non che poco musicale lingua tedesca.
Dopo dieci minuti arrivano in chiesa, in gruppo, circa 25 persone tra ragazzi e adulti con gli abiti e le facce sudate di chi aveva svolto una qualche operazione all'aperto. Tra questi un uomo con la barba lunga e una faccia che mi ha subito ispirato. Finisce la messa, cerco il contatto con il parroco ma arriva prima quello con il signore barbuto, che poi scoprirò chiamarsi Cristoph, che vede il mio zaino ed intuisce. Gli racconto il mio cammino e spiego la situazione mentre arriva il parroco. Parlano tra loro e mi spiegano che posso dormire in parrocchia dove esiste un locale per i pellegrini (ma davvero per pellegrini, nel senso che c'è la doccia e si dorme sul pavimento) oppure posso essere ospite di Cristoph. In quel momento mi interessa molto di più conoscere questa persona che mi sembra interessante e così accetto, senza indugi, la sua ospitalità.
Nessuna scelta fu più indovinata e abbiamo trascorso molte belle ore insieme e con la compagnia di sua moglie Katrin e del suo cane.
Ieri sera abbiamo utilizzato parte del tempo, sulla base delle mie modifiche al tracciato, per mettere a frutto le sue conoscenze di quei luoghi e migliorare ulteriormente il percorso e questa mattina abbiamo deciso di dedicarla alla visita di Marburg, bella città con un interessante centro storico e con una chiesa ed un castello molto importanti. Marburg, per il mio cammino, era fuori rotta ma decisamente dentro per le vicende storiche che lo hanno coinvolto prima e dopo la riforma luterana e che tanto hanno influenzato il Nord Europa nel basso medioevo. Bella la visita della città ed interessante la spiegazione delle competente guida all'interno della Chiesa con la traduzione simultanea di Cristoph.
Oggi pomeriggio ci siamo salutati e sono ripartito da Eilbach, dove abitano, in direzione di Neilburg e di Herborn, meta di questa tappa. Nelle n.s. conversazioni, dopo che avevo espresso le mie problematiche relative alla ricerca di sistemazioni economiche per i pellegrini, Cristoph mi aveva rassicurato circa alcune strutture esistenti in diverse parrocchie di quell'area che mi avevano fatto ben sperare . Così, oggi si è preoccupato di telefonare al parroco di Herborn per comunicare il mio arrivo. Mi è sembrato però di capire che il parroco non avesse tempo per me e ha fornito, sbrigativamente, la vaga informazione circa un greco che dava ospitalità ai pellegrini. Cristoph ha cercato di spiegarmi che a volte è difficile parlare con questi parroci, figuratevi se lo è per lui che è tedesco e parla la lingua come lo sarà ancora di più per chi è straniero e deve cercare di motivare le proprie necessità per telefono e magari in inglese. Arrivato nella via indicata di Herborn, alcuni locali mi hanno accompagnato da un'egiziana, proprietaria di un pub con camere, che per 30 eu mi ha dato una camera senza colazione. Del fantomatico greco nessuna traccia, mi auguro che l'informazione non fosse corretta perchè, come convenzione, il prete la poteva scegliere meglio, allegria! Le Zimmer, le gasthof e le strutture religiose ci sono, a volte sono le persone che difettano.
Buonanotte, Nino
venerdì 17 agosto 2012
venerdì 17 agosto,
Domani altra tappa verso sud alla ricerca di nuove interessanti tracce e magari sistemazioni più economiche, quelle religiose o per pellegrini per ora sono lontane da venire.
ciao a tutti, anche oggi stessa spiaggia, stesso mare! Bella tappa interamente nei boschi e quasi tutta su carrarecce e strade forestali o sentiero, bellissimi panorami specialmente nella parte finale e soliti problemi di accomodation. Poi chiaramente tutto si risolve, basta aprire il portafogli e spendere...
In teoria, ripartito da Raumland dopo aver attraversato Sassnahusen e Stunzhel potevo terminare questa giornata nel bel borgo di Bad Laasphe (23 km ) dove l'offerta alberghiera è varia ma le indicazioni sulle carte, la necessità di verificare se c'erano le possibilità anche in villaggi più in avanti nel percorso e le conferme ricevute da alcuni abitanti locali mi hanno spinto a proseguire su un bellissimo percorso fino a Hesselbach. Panorama da cartolina, arrivo in paese e alla prima persona che incontro chiedo per la sistemazione, mi indica senza indugi una pensione ma voglio verificare anche altre soluzioni e mi rendo conto che le altre due Gasthof sono abbandonate, olè! Chiedo il prezzo della prima, mi mostrano la camera, bellissima in dolce compagnia ma da solo certe atmosfere sono sprecate, rinuncio ma dovrò accettare più tardi contrattando sul prezzo perchè nonostante la buonissima volontà di alcuni gentilissimi abitanti e le loro numerose telefonate per aiutarmi non si trova altro e comprendo che non tutti sono disponibili a darti un letto.
Comunque, al di là della mia esperienza personale, le sistemazioni a Bad Laasphe ci sono e i km sono nella norma, le mie sono verifiche che servono per capire se lungo il percorso ci possono essere altre soluzioni per permettere a chi vi camminerà di poter modulare le tappe su più lunghezze. Inoltre sto cercando, ridisegnando parte del percorso, di utilizzare sentieri importanti già segnati in campo soprattutto sfruttando quelli più lunghi, per evitare ai pellegrini di dover prestare troppa attenzione ai cambi di percorso; da qualche giorno, ad esempio, sto camminando sul sentiero X2 che coincide, in questo tratto, con il sentiero europeo E1 .
Domani posso festeggiare due mesi esatti di cammino che, pensando alla passione per i numeri del mio amico Gianni, potrebbero, con il bicchiere mezzo vuoto, sembrarmi un piccolo traguardo; se penso che ne devo fare ancora tre, con quello mezzo pieno, penso di aver attraversato l'Islanda, la Danimarca e metà della Germania e allora lo vedo come un buon risultato. E per me lo è.
Qualche giorno fa la cara Marion, amministratrice dell'albergo per i pellegrini di Loccum, mi ha chiesto quanti km dovevo percorrere per l'intero cammino. Quando ho risposto intorno a 3700, lei mi ha fatto vedere che aveva fatto la somma dei parziali della mia tabella e le risultavano circa 2000 km. A parte quelli che gli erano rimasti nella penna, un conto sono i calcoli che fa Google Maps ed un conto è la spietata realtà del gps che ti misura anche gli spostamenti di aria e fino ad oggi le tappe si sono aggirate tutte intorno a 27-33 km giornalieri, perciò, se la matematica non è un'opinione, questa media di km per 145-150 giorni fa...
Ma da qualche giorno per me è importante monitorare altri due aspetti molto più importanti di altri: la vista e gli scarponi. La prima dopo l'Islanda ha subito un calo repentino (mi avevano detto che intorno ai 40 anni cala la vista, a me è successo un poco prima...) che mi obbligherà, prima del ritorno, a cambiare look, torno indietro di 30 anni, (!?) quando all'età di 6 anni la suora più tremenda dell'asilo disse a mia madre che avevo bisogno degli occhiali, duro boccone da digerire, gli occhiali neri e il grembiule nero della prima classe, oggi invece si può giocare con i colori.
Per gli scarponi posso dire che sono stati eccezionali, la tomaia è perfettamente integra ma le gomme sono finite (1900 km), io li ho usati... e ora mi piacerebbe domandare a qualcuno come si fa a chiedere a Scarpa il secondo paio di scarpe, ma posso prendermela solo con me stesso, tutto dipende sempre dalle n.s. decisioni.
Domani altra tappa verso sud alla ricerca di nuove interessanti tracce e magari sistemazioni più economiche, quelle religiose o per pellegrini per ora sono lontane da venire.
Buonanotte, Nino
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