martedì 14 agosto 2012

martedì 14 agosto,
ciao a tutti. Vorrei, innanzitutto, ringraziare quanti scrivono i commenti sul blog. Purtroppo non riesco a rispondere ad ognuno perchè manca il tempo e qualche volta mi addormento davanti al pc.
E' difficile, ma non lo sarà per quelli che lo faranno dopo di me, trovare un equilibrio su questo cammino che ti permetta di organizzare al meglio ogni fase della giornata. La  ragione più importante è che, costruendo un percorso per la prima volta, la priorità viene data al rispetto delle tappe e alla ricerca delle sistemazioni in funzione di quello che deve, razionalmente, essere il percorso.Alcune volte, come ieri, si transita in un paese dove si trovano gasthof o altro, ma alcune sono abbandonate o sembrano chiuse e se comunque fossero utilizzabili, interrompere anzitempo la tappa ripresenterebbe il problema il giorno dopo, quando  la posizione delle strutture non coincide con i km da fare o la località prevista in calendario. Riguardo all'ospitalità nelle parrocchie o strutture legate a loro, se pensavamo di trovare vita facile in Germania ci siamo sbagliati. Perfino nelle grande Chiesa di Brillon, cittadina dove sono arrivato oggi con i soliti 30 km di marcia, non è stato possibile contattare il parroco, che essendo cattolico pensavo avesse la residenza accanto all'edificio di culto, come succede in Italia, invece no. Poi c'è l'aspetto della sentieristica e la necessità di realizzare un percorso fluido, interessante, ecc, e questi fattori come i precedenti sono preponderanti e vincolanti su tutto. Pertanto, spesso arrivo all'ultimo momento nelle località e c'è appena il tempo di trovare la sistemazione (se non sono riuscito a prenotarla in anticipo), di fare una doccia, mangiare, scaricare le tracce e foto oltre al blog ed è già ora di dormire.
Oggi tempo bello e anche abbastanza caldo nelle ore centrali, itinerario in ambienti interessanti, prima i boschi di conifere, poi qualche villaggio carino e poi la campagna o meglio le coltivazioni tra le basse colline che, con il loro andamento,  in qualche momento mi hanno ricordato quelle pavesi, con il grano al posto delle viti. In questi giorni c'è grande fermento nelle campagne, è tempo di mietere il grano, mentre il granoturco è ancora verde, e ci sono i mezzi che lavorano incessantemente nei terreni. I viali e le strade di servizio, nelle campagne, anzichè essere bordati da lecci o cipressi hanno file di meli e peri che ora cominciano ad avere i loro frutti maturi... e non c'è cosa più bella che prendere la frutta direttamente dalla pianta!
Queste ultime tre tappe sono state molto belle e la possibilità di acquistare buone carte in loco mi ha permesso di apportare delle migliorie alle tracce disegnate da Franco ed Eva, raddrizzandole e riducendo le distanze delle tappe,  facendole passare su percorsi molto suggestivi e utilizzando itinerari già segnati che faciliteranno il compito a chi dovrà realizare sul campo l'itinerario, oltre a ridurre la manutenzione del percorso nel tempo. Praticamente, a parte qualche modifica da apportare nella parte settentrionale della Danimarca, il cammino islandese fino ad oggi esiste già perchè corre tutto su cammini o percorsi esistenti ed in molte parti ha già una distribuzione delle strutture  per l'alloggio.  Con ciò, non posso dire che sia tutto fatto perchè sulle strutture, specie quelle religiose, c'è ancora molto da lavorare perchè diventino una certezza per chi cammina.
Ora mi trovo nell'Ostello di Brillon collocato, come spesso abbiamo trovato, in posizione defilata e sempre circondato dal verde o in prossimità di impianti sportivi.
Da domani entrerò per due o tre giorni nella zona montuosa del cammino in terra tedesca e dalle mappe già immagino situazioni interessanti. 
Pertanto buon Ferragosto a tutti, Nino

lunedì 13 agosto 2012

lunedì 13 agosto,
32 km ieri e 35 oggi e ora sono a Bad Wunnenberg. Il cammino procede bene e queste due ultime tappe per motivi diversi sono state davvero interessanti. Ieri dopo aver fatto la colazione nell'ostello di Hiddsen tra vocianti ragazzini e genitori rilassati (nei paesi nordici è molto diffusa la vacanza negli ostelli, atmosfera tranquilla, pulizia, buoni servizi e discreta cucina, non conosco  le tariffe  come famiglia, ma io pago 22 eu per pernotto e colazione a buffet e penso sarebbe una valida alternativa per le famiglie) sono partito per raggiungere la splendida Paderborn. L'itinerario si  sviluppava nella prima parte nelle foreste della Lippschenker Wald , abeti bianchi e rossi ed un vero dedalo di tracce e stradelle da perderci la testa. Giorni fa vi avevo detto che sarei entrato nelle montagne, anche se in realtà si parla di elevazioni intorno ai 5-600 mt ma la vegetazione a queste quote è simile a quella dell'ambiente alpino. Come sempre dalle situazioni più difficili escono le cose migliori e ieri per recuperare una strada forestale più a sud, uscendo dai sentieri segnati e risalendo un pendio boscoso mi sono imbattuto in un bell'esemplare di cervo adulto con un magnifico palco di corna. Durante il tragitto nel bosco, ad un certo punto, sono uscito davanti ad un balcone naturale, di fronte a me un pascolo con tante piccole garitte e sullo sfondo la campagna che creava una linea d'orizzonte ben definita. Al primo sguardo ho pensato fosse il mare lontano, ma quell'illusione ottica mi ha fatto riflettere sulla n.s. Italia, sul suo territorio difficile ma anche unico, su quale valore di terra e di nazione abbiamo nelle mani e quanta poca cura gli dedichiamo. Ieri ho immaginato di vedere il mare, ma noi durante le n.s. escursioni il mare lo vediamo davvero, siamo sugli Appennini e vediamo il  mare, dalle Alpi apuane, in Toscana, vediamo le Alpi piemontesi, non esiste altro territorio che permetta tanto. Arrivato al termine del bosco ho camminato  ancora per 14 km, attraverso vari paesi ed uno splendido mulino, per raggiungere Paderborn e il suo ostello collocato in quello che un tempo era un avamposto del castello che racchiudeva la cittadina. Come sempre ho chiesto se era possibile cenare nella struttura ma ieri sera no, mi hanno indicato vari locali e così sono uscito, anche per visitare la parte antica. Sono entrato in un bistrot che mi aveva fatto buona impressione e tra i tavoli occupati ho notato una coppia giovane, lui mi volgeva le spalle ma la donna, che dai lineamenti non mi sembrava tedesca, appena entrato mi ha guardato, ha sorriso apertamente e ha detto qualcosa al suo compagno. Mi sono seduto ed ho ordinato, ogni tanto la ragazza mi guardava e quando hanno terminato la cena,  l'uomo  allontanandosi è uscito, lei si avvicinata al mio tavolo e mi ha chiesto se ero un pellegrino. Sono rimasto tra il sorpreso ed il divertito, ho pensato che dovevo essere ridotto a pelle e ossa per avermi facilmente inquadrato, la maglietta del cammino islandese che indossavo poteva rappresentare altro, ho risposto di sì anche se sono sempre attento a non abusare di quel termine  che ha un grande significato e lei mi ha spiegato che era stata a Santiago qualche tempo prima. Penso che da come mi ha accennato di questa esperienza ne fosse rimasta molto colpita anche se forse per qualche tempo avrebbe dovuto dedicarsi ad altri ed altrettanto importanti cammini, visto che era in attesa di un bambino. Ho raccontato brevemente il mio cammino e poi ci siamo salutati. Ho continuato a mangiare e a pensare che cosa le avesse fatto immaginare me come pellegrino, quando ho terminato e sono andato per pagare la titolare del locale mi ha detto che la cena era stata offerta dalla ragazza, Marcella. Sono rimasto senza parole per quel bello ed insolito gesto.
Sono uscito un po' frastornato e mi sono diretto verso il magnifico duomo, l'aria era fresca, c'era ancora luce ed il cielo era limpido, con striature rosa arancio dove tramontava il sole ed il resto di un celeste pallido che creava un bel contrasto  con i colori delle case antiche, un colore del cielo  che mi ricordava quello delle mattine d'inverno quando si partiva per le escursioni nella neve...
Nel Duomo c'era qualcuno che faceva le prove con l'organo, sarei voluto entrare, usciva una musica incredibile, aveva la forza di un magnete e ho provato ad immaginare quale emozione avrebbe dato essere dentro ad ascoltare. Dopo sono entrato in un locale vicino per bere un caffè, ad un tavolo un giovane ed un anziano sacerdote che parlavano in attesa della prenotazione; il ragazzo mi ha salutato e ha accennato una frase, mi sono avvicinato ma non ho compreso se ci avesse ripensato o se la lingua fosse un ostacolo in quella fase della sua conversazione. Quando sono uscito  mi ha salutato con fare convinto, io ero troppo stanco e dovevo fare ancora molte cose ma qualcosa mi ha detto che quella sarebbe stata una bella situazione da affrontare...
Rientrando all'ostello le mie riflessioni ruotavano tutte intorno al gesto di Marcella e mi è tornata di nuovo in mente mia figlia, 15 anni, che fatica all'idea di immaginare che non sia solo a camminare, lo capisco, fisicamente è così ma ci sono diverse persone che ogni giorno stanno facendo il loro cammino con me ed io con il mio pensiero rivolto a loro le porto con me. Il camminare, la fatica, i dolori, le paure, il silenzio, la solitudine, le riflessioni e tanto altro sono il cammino ma anche senza fare km si fa il n.s cammino, ogni azione, pensiero, affermazione che siano condizionati da una decisione sono il n.s. cammino. Il pensiero di Pietro,  il gesto di Michel e Brigitte, il gesto di Reinar, l'ospitalità di Sereno, la signora dei ghiaccioli, e tanti altri capitati sono il cammino, situazioni che hanno influito sulla vita degli altri e sulla n.s.
Allora ho pensato che se il loro agire ha aiutato me e ha dato loro un'altra occasione per proseguire nel cammino, in qualche modo accresceva  la mia responsabilità per quello che stavo realizzando e ciò mi impegnava a farlo senza riserve e risparmio di energie.
Questa mattina, caricato a dovere dagli ultimi eventi e pensieri, mi sono diretto verso il centro ed ho atteso l'apertura delle librerie per acquistare le nuove carte del tratto da percorrere. Ho cominciato a camminare abbastanza tardi, erano le 10.45 e dovevo fare 35 km , la giornata bella e l'itinerario molto interessante e divertente non mi facevano sentire la fatica. Solo due soste per 30 minuti complessivi, alimentazione a base di prugne selvatiche e mele che trovavo sugli alberi così da tenere il più possibile leggero lo zaino e alle 19.45 ero a Bad Wunnenberg per cercare la sistemazione per la notte. 
Buonanotte, Nino

domenica 12 agosto 2012

sabato 11 agosto,
ciao a tutti. Qualche minuto fa  avevo appena cominciato a scrivere il post e  poco prima avevo ascoltato un gruppo di vacanzieri napoletani, che si trovano ospiti dell'Ostello dove sono io, fare esercizio di lingua inglese sotto la mia finestra. Ma poco fa si sono messi a cantare ad alta voce AZZURRO e altre canzoni e ho pensato, anche se non li conosco, di ricordarli nel post perchè questa sera grande parte hanno avuto le persone meridionali incontrate.
Questa mattina, appena alzato una bella sensazione, finalmente una giornata in cui si ha l'impressione che non pioverà, il cielo non era sereno ma con squarci di azzurro che facevano ben sperare. Si parte dal centro di Vlotho, e almeno oggi sono in salita, mi prenderete per matto ma vi posso spiegare. Qualcuno alcuni giorni fa mi ha fatto i complimenti per l'allenamento sviluppato con tutti questi km, ma vi posso assicurare che questo non è un buon allenamento, primo perchè si cammina molto su asfalto che ha un duro impatto sulle piante dei piedi e sulle articolazioni e poi perchè, camminando sempre in piano o quasi, si fanno lavorare solo certi muscoli delle gambe mentre nelle escursioni in montagna sono sollecitati tutte le parti delle gambe e delle articolazioni del piede.
Detto ciò, proseguo con la descrizione della tappa di oggi che in 40 km mi ha portato nella cittadina molto bella di Detmold e poi qualche km più in là, ad Hiddsen,  dove sulla collina al termine di una strada si trova in bella posizione l'Ostello della Gioventù.
Uscito dal centro di Vlotho, che si sviluppa sui due lati di una valle un poco incassata, ho risalito il pendio opposto tra boschi e tra abetaie e campi di grano appena falciati e sono arrivato in 20 km a Lemgo, caratteristico borgo antico con molte belle case ben conservate ed una piazza da incorniciare. Qui io, in condizioni normali, avrei fatto terminare la tappa  di oggi, usufruendo di qualche zimmer o gasthof ai margini del centro. Ma ieri avevo deciso di voler guadagnare strada ed essendo partito di buon'ora e con poche soste sono riuscito ad arrivare a Detmold e guadagnare un altro giorno sul programma, che mi sarà utile più avanti. Ma il problema non è camminare o trovare i sentieri ma la sistemazione per la notte.
Più vado avanti e più mi convinco che i tanto bistrattati italiani, forse non sanno vendersi benissimo, ma sanno fare diverse cose molto meglio di altri.
Non oso mostrarvi la segnaletica dei sentieri perchè di difficile interpretazione, ad eccezione di quella dei pellegrinaggi, ben fatta e collocata quanto basta, nei posti giusti, per l'altra bisognerebbe invitare le delegazioni estere a qualche corso intensivo presso il n.s. club alpino italiano per imparare come si segnano i sentieri. Per la ricettività resta il problema dei centri informazione turistica che spesso, quando arriviamo, sono già chiusi e della mancanza di segnaletica, lungo le strade, per indicare le varie strutture ricettive. Di solito, si trova solo davanti all'edificio in questione e si è costretti a chiedere informazioni a passanti che vedendo lo zaino chissà da quali pensieri sono attraversati, perchè spesso  si dimostrano poco collaborativi.
Così arrivato, alle 19, a Detmold, è iniziata l'odissea di trovare una sistemazione economica per la notte. Visti i risultati negativi, e pensando che fosse troppo rischioso fare altri 4 km per raggiungere l'Ostello (come successo ieri sera, quando la  struttura era chiusa), ho preferito cercare qualcosa per la cena e avere tempo per riflettere sul da farsi, l'idea era di trovare un locale italiano dove spesso conoscono affittacamere o altro. Fortunatamente,  vicino a dove mi trovavo, c'era una pizzeria e sono entrato. Pizzeria da CONCETTO, che non so se mi leggerà, ma merita uno spazio su questa pagina per la sua generosità. Quando sono arrivato, con il mio pesante zaino, mi ha invitato ad entrare e capito che ero italiano mi ha fatto le classiche domande attraverso le quali ho potuto raccontargli  del mio cammino, in merito al quale si è mostrato tra l'interessato ed il divertito. Ho ordinato da mangiare e Concetto, nel frattempo, si era messo a raccontare ai clienti tedeschi del mio viaggio. Ma ha fatto di più, perchè non essendoci zimmer  economiche in quella cittadina si è procurato il numero dell'ostello e ha fatto la prenotazione, poi al momento di saldare il conto ha voluto offrirmi la cena e mi ha voluto accompagnare in ostello! Mille volte grazie e ti posso solo augurare il meglio che sicuramente meriti.
Devo ammettere che tutte queste occasioni, in cui persone che non mi avevano mai visto prima, si sono dimostrate disponibili e generose, sono la benzina vera di questo cammino che a volte è particolarmente faticoso oltre che lungo e allora... grazie a quelli incontrati e a quelli che verranno  e se altri non ce ne saranno  sarà un motivo in più per ricordare quelli conosciuti.










Fuori, sotto la mia finestra, alle 0.24 la lezione d'inglese continua... ma io vado a dormire, domani mi aspettano altri 30 km , che poi sono sempre di più, per raggiungere la bella Paderborn. 
Buonanotte, Nino    

sabato 11 agosto 2012

venerdì 10 agosto,
ciao a tutti, (uso " a tutti" inteso come lo dice Benigni cioè per dire PROPRIO A TUTTI! in effetti penso che sia sbagliato, anche se lo dice lui, specificare a tutti). No, non pensate che abbia fumato oggi, anzi per questo mi sono vaccinato contro ogni tipo di fumo all'età di tre anni, quando, attirato dal buon odore del tabacco che bruciava nella pipa di mio zio, un giorno, mentre era appoggiata sul tavolo e nessuno mi vedeva, l'ho presa e ho dato un tiro... e dopo, montagne di zollette di zucchero per attenuare il bruciore alla gola!



















Oggi mi trovo a Vlotho, piccolo  ed interessante villaggio che si trova ai piedi delle montagne che attraverserò nei prossimi giorni. Ieri ho deciso di non prendere il giorno di riposo che era in programma per oggi e anticipare di una tappa, oltre a quella recuperata con le precedenti modifiche del percorso. Nei prossimi giorni ed in pratica per quasi tutte le tappe della Germania avrò qausi sempre percorrenze giornaliere di 30- 35 km, e non utilizzando le soste programmate potrò accorciare le tappe senza allungare i tempi già considerevoli di questo cammino... e poi, come si dice da noi, questa lunga e grande Germania diventa come il riso nel piatto, più sta lì e più cresce! 
Questa mattina, lasciata abbastanza presto la gasthof  che  sarò felice di dimenticare (mi è già capitato in più di un'occasione, e specialmente in luoghi turistici, che quando ti vedono con lo zaino e sentono che parli inglese, cioè sei straniero, ti fanno la schedatura con lo sguardo e stabiliscono che sei un pollo che deve essere spennato),  sono andato nel centro di Minden per una breve visita al bel Duomo di stile gotico (interni un poco troppo austeri e disadorni, senza voler giudicare e nulla togliere nelle chiese cattoliche si respira un' atmosfera diversa...) e per acquistare le mappe delle zone che avrei affrontato prossimamente. Il percorso, oggi, è stato abbastanza interessante e piacevole, sviluppandosi praticamente per intero lungo le sponde del fiume Wesser; unica nota dolente l'asfalto. Ho incontrato, in questo caso, un vero esercito di cicloturisti attrezzatissimi  e di tutte le età. I popoli del nord europa davvero hanno e usano tanto le biciclette quanto noi le auto. Oggi erano previsti 32 km per arrivare a Bad Salzuflen ma ne sono serviti 27 per arrivare a Vlotho e così ho deciso di interrompere il cammino alle 18.00, quando incominciava ad essere l'ora di trovare una sistemazione  per la notte, rimediata poi in una buona zimmer ad un prezzo onesto. Da domani si incomincia a salire e ad incontrare di nuovo le foreste e i suoi  abitanti. Studiando meglio le carte ho verificato che, senza nulla togliere ai riferimenti storici, è più interessante raddrizzare il percorso e andare a visitare due villaggi antichi ed interessanti quali Lemgo e Delemont che raggiungerò, spero, domani sera. 
Buonanotte, Nino

giovedì 9 agosto 2012


Mercoledì 08 agosto,
ciao a tutti. Qualche giorno fa mia figlia mi ha chiesto preoccupata se a camminare da solo mi veniva la depressione. No, non c'è pericolo per questo, ho camminato per molti anni da solo sulle montagne dell 'Italia e oltre, e quando volevo conoscere un luogo o una zona particolare, se trovavo compagnia tanto meglio, diversamente era tanto  forte il desiderio di vedere nuove montagne e altro che la solitudine passava in secondo piano. Comunque, qua in Germania è difficile annoiarsi, anche da solo, primo perchè ho sempre la compagnia... della pioggia e poi perchè si presentano occasioni di nuove, interessanti conoscenze che rimarranno per sempre nei miei ricordi. Ieri la tappa del cammino è stata particolarmente lunga ed impegnativa. Ho salutato il signor Ricard che mi aveva ospitato e preparato una colazione con i fiocchi e sono rimasto per due ore a Verden dove ho dedicato una visita alla bella cittadina che ha due splendide Chiese, il Duomo magnifica costruzione gotica  e la chiesa di S.Andrea, ricca di storia e di testimonianze di valore. Qui ho incontrato il classico signore che sta sempre intorno alle chiese e che mi ha dato molte spiegazioni sui suoi interni. Il percorso di ieri è stato tutto nella campagna, tra campanili, mulini e piste asfaltate... eh già perchè i tedeschi saranno pure strenui difensori dell'ambiente (ed in questo, forse, hanno qualcosa da insegnarci) ma, per privilegiare il ciclo-turismo ed il transito dei grandi mezzi usati nelle fattorie, hanno asfaltato anche il pavimento della camera da letto. Solamente se entriamo nei boschi ci sono molte possibilità di camminare su piste con fondo naturale, di vedere animali e di usufruire delle numerose torrette installate per l'osservazione degli stessi, ma nella campagna è molto difficile camminare senza asfalto, anche se come in Islanda e Danimarca, volendo, si può utilizzare il margine a lato della strada che è ricoperto d'erba. Sarebbe comunque preferibile poter sempre o quasi non camminare sull'asfalto, ne gioverebbero l'estetica del paesaggio ed i n.s. piedi. A questo proposito possiamo sicuramente affermare che in Toscana abbiamo un paradiso di strade bianche da fare invidia a qualsiasi altra regione e penso che questo patrimonio vada difeso con decisione, come una delle caratteristiche che contribuisce a distinguere il n.s. territorio.
Ieri, dopo una attenta valutazione delle tappe precedenti e delle nuove indicazioni fornitemi dalla sig.ra Helms, ho deciso di modificare il programma in favore di un più razionale percorso che unisca più direttamente le località e non ne tralasci altre che meritano, per la loro storia, di essere toccate dal cammino. Per questo motivo, anziché finire la tappa a Rethem ed allargare il percorso senza valido motivo con il rischio di dormire sotto le stelle (oggi io, ma domani altri), mi sono diretto verso Nienburg, altra interessante cittadina, ma non pensavo di raggiungerla visti i numerosi km. Invece lungo il percorso, oltre alla pioggia che non mi ha mai abbandonato nelle 8 ore di cammino, ho trovato solo gasthof chiuse e così, seguendo le indicazioni delle persone locali, sono arrivato alle porte di Nienburg, ad una Gastohof vicina ad un ponte sul fiume Wesser ma … era al completo! Alle 8 della sera, allegria! Intanto, ho ordinato la cena perchè ero abbastanza cotto e nel frattempo la signora del locale, molto gentilmente e con molta pazienza ha cominciato a fare telefonate ad altri hotel e campeggi, senza nessun risultato, per fortuna loro stavano lavorando come matti ed erano tutti pieni. Un simpatico signore, quasi mio coetaneo, che si era offerto quale traduttore tra me e la signora oltre che interessarsi al mio cammino, quando ha capito che non c'erano molte speranze e che ero affidabile mi ha invitato a casa sua, a qualche km di distanza e questa mattina, dopo la colazione, mi ha riaccompagnato a Nienburg. Anche con Reiner, questo il suo nome, è stata sicuramente un'esperienza interessante ed abbiamo avuto modo di parlare di molti argomenti nella serata che si è protratta a lungo proprio in virtù della n.s. conversazione.
La giornata odierna, fortunatamente, è incominciata all'insegna del tempo stabile e mi ha permesso di percorrere una tappa davvero bella dove senso di orientamento e uso degli strumenti hanno aiutato a percorrere le tracce nei boschi e al margine dei campi coltivati, e ho potuto vedere diversi ungulati.Arrivato nei pressi della località Brokelormulhe ho deviato dal mio percorso per visitare il vecchio mulino e mi sono imbattuto in una casa con una statua abbastanza grande del Buddha in oro insieme ad altri oggetti di stili e provenienze diverse collocati nel giardino. Mentre facevo le foto agli edifici che una volta fungevano da mulino è uscito un signore dall'abitazione del buddha e ha cominciato a spiegarmi come si svolgeva la vita di un tempo in quella località. Visto il mio interesse mi ha invitato in casa sua (che era uno degli edifici che sosteneva la ruota del mulino), e vi posso assicurare che, solo a parlare delle cose più singolari che ho visto e della sua vita, direi tutto escluso che tranquilla, potremmo scrivere un libro. Oggi, Gerd, capelli lunghi bianchi e baffi stile hippy, fa il… è difficile da spiegare ma ha avuto il diploma di una scuola spirituals in America e aiuta le persone con i suoi poteri ad eliminare alcune negatività. Vive in un luogo molto particolare, dove la natura è preponderante su ogni altro aspetto, anche lui come Ortwin, ha un giardino naturale oltre ad una casa antica realizzata con muri in terra cruda che impediscono l'uso di apparecchi come telefonino e computer e ha figli in giro per il mondo che hanno costruito le loro vite unendosi con persone di altre nazioni, religioni e culture diverse.
Dopo aver passato un po' di tempo a parlare di molte cose è arrivato un tedesco che ha inventato una macchina che purifica l'acqua e che bevendola ti da particolari capacità...Hanno voluto che sperimentassi anche io, facendo la prova dei due bicchieri con l'acqua normale e quella speciale ma penso di averli delusi perchè facevo molta fatica a distinguerne le differenze eccetto per la differenza di temperatura dell'acqua speciale che nel trasporto in auto si era riscaldata.
Ma la ciliegia sulla torta è stato arrivare a Loccum, piccolo paese sede di un meraviglioso monastero del 1200 donato da un conte locale ai monaci cistercensi che vennero a viverci partendo dalla Germania dell'Est. Un vero gioiello di arte gotica, in questo anno in fase di grandi restuari per festeggiare degnamente, a dicembre, i suoi 850 anni … come in qualche modo questo cammino rievoca dopo 850 anni quello di Nikulaus.
Arrivato nel centro del villaggio mi sono diretto al refettorio del monastero, oggi di proprietà della chiesa evangelica che vi organizza i seminari per la formazione dei nuovi pastori, e qui ho trovato la gentilissima Marion e il Pastore Michele con i quali abbiamo dedicato un momento alla preghiera.
Successivamente Marion mi ha accompagnato alla bella e vecchia struttura per i pellegrini dove ho preparato la cena e dormito.
Pensare che da questi luoghi nemmeno dovevo passare e quante esperienze e località interessanti sono capitate...
Questa mattina, salutata Marion, che mi ha voluto regalare un suo particolare pensiero, mi sono diretto verso Minden. Tappa lunga, subito bagnata dalla pioggia, che fortunatamente ha durato poco, ed infiniti passi in lunghissimi boschi. Il percorso è stato veramente bello ma sarà da rivedere in qualche punto perchè ci sono numerose stradelle e tracce che possono creare problemi di orientamento senza l'uso della bussola o se non si fa il punto sulla carta.
A Minden la musica è decisamente diversa, l'ostello per i pellegrini chiuso per ferie del gestore, l'Ostello della gioventù molto alla periferia e ben dopo Minden in direzione sud e la soluzione più abbordabile qualche gasthof con atmosfera molto diversa dalle belle serate con le persone conosciute.
Domani caccia alle mappe topografiche per le nuove tappe e si comincia il nuovo tratto che si stacca dalle ultime indicazioni di Ingeborg Helms che portavano, appunto, fino a Minden.























Questo cammino sembra come un puzzle, dove ogni pezzo prima o poi va al suo posto, ogni esperienza negativa o positiva che sia trova la sua ragione di essere. Chissà alla fine che disegno ne uscirà… Per ora continuo a camminare... da solo, poi vedremo ( anche se solo non sono, ma … a mia figlia questa teoria non quadra molto). 
Buonanotte, Nino